politica

La Costituzione Italiana: La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano, ovvero il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto, e fondativa della Repubblica italiana. Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Della Carta Costituzionale vi sono tre originali, uno dei quali è conservato presso l'archivio storico della Presidenza della Repubblica.

Foto del momento della firma della costituzione                


Il presidente della repubblica Italiana 

Il presidente della Repubblica Italiana, nel sistema politico italiano, è il capo dello Stato italiano e rappresenta l'unità nazionale, come stabilito dalla Costituzione italiana entrata in vigore il 1º gennaio 1948. Il presidente della Repubblica è un organo costituzionale eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da rappresentanti delle Regioni (tre per ognuna, ad eccezione della Valle d'Aosta, che ne ha uno solo, per un totale di 58) e rimane in carica per sette anni. La Costituzione stabilisce che può essere eletto presidente chiunque, con cittadinanza italiana, che abbia compiuto i cinquanta anni di età e che goda dei diritti civili e politici. La residenza ufficiale del presidente della Repubblica è il Palazzo del Quirinale (sull'omonimo colle di Roma) che per metonimia indica spesso la stessa presidenza.

Quì il testo integrale della costituzione

L'attuale Presidente della Republica italiana è Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941), politico e giurista italiano, 12º presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015. Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vice segretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Ha ricoperto la carica di ministro per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), di ministro della pubblica istruzione (1989-1990), di vicepresidente del Consiglio (1998-1999), di ministro della difesa (1999-2001) e infine di giudice costituzionale (2011-2015). Il 31 gennaio 2015 è stato eletto al quarto scrutinio presidente della Repubblica con 665 voti, poco meno dei due terzi dell'assemblea elettiva. Ha giurato il successivo 3 febbraio.

Come presidente della Repubblica ha finora conferito l'incarico a un presidente del Consiglio dei ministri: Paolo Gentiloni, l'11 dicembre 2016.


Il Parlamento Italiano

Il Parlamento della Repubblica Italiana è l'organo costituzionale che, all'interno del sistema politico italiano, è titolare della funzione legislativa o potere legislativo e del controllo politico sul governo. È un parlamento bicamerale composto da due camere: la Camera dei deputati (camera bassa) e il Senato della Repubblica (camera alta), ciascuna con gli stessi doveri e poteri assegnatigli dalla Costituzione. Tuttavia poiché il Presidente del Senato può ricoprire il ruolo di Capo dello Stato quando il Presidente della Repubblica deve essere sostituito, il Senato è tradizionalmente considerato la camera alta.

collegamento al sito parlamento.                                        collegamento a camera.it

I Partiti politici

Un partito politico, così come definito dall'Articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana, rappresenta un'associazione libera di cittadini i quali detengono il diritto di amministrare democraticamente la vita politica nazionale. Sebbene la carta costituzionale sancisca la necessità della figura del partito, non ne delinea la personalità giuridica né tanto meno formalizza le sue modalità organizzative. Ciò è da sempre elemento di forte dibattito istituzionale ed ha rimarcato la necessità di un'attuazione legislativa al disposto costituzionale.

Fondamento costituzionale

Sebbene la carta costituzionale sancisca la necessità della figura del partito, non ne delinea la personalità giuridica né tanto meno formalizza le sue modalità organizzative. Ciò è da sempre elemento di forte dibattito istituzionale ed ha rimarcato la necessità di un'attuazione legislativa del disposto costituzionale.

Il riferimento al "metodo democratico" fu invece inteso in senso puramente esterno ad ogni singolo partito: "Questo ebbe anche la conseguenza di escludere la possibilità di adire il giudice ordinario per le controversie interne ai partiti (e infatti, da allora in poi, una giurisprudenza costante ha sempre rigettato ricorsi di questo genere per "difetto di giurisdizione"). In questo modo si riproduceva l'autodichia della forma partito, anche se con ovvie differenze dovute alla forte attenuazione del principio gerarchico e della leadership personale. Dal regime di partito si passò al regime di partiti, ma pur sempre in una cornice di autoreferenzialità giuridica.

Elenco degli attuali partiti:

Partito Democratico (PD)

Movimento 5 Stelle (M5S)

Forza Italia (FI)

Lega Nord (LN)

Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (MDP)

Alternativa Popolare (AP)

Centristi per l'Europa (CpE)

Centro Democratico (CD)

Democrazia Solidale (Demo.S)

Direzione Italia (DI)

Fare!

Federazione dei Verdi (FdV)

Forza Nuova (FN)

Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale (FdI-AN)

Identità e Azione (IDeA)

Italia dei Valori (IdV)

Movimento Nazionale per la Sovranità (MNS)

Movimento Sociale Fiamma Tricolore (MSFT)

Nuovo PSI (NPSI)

Partito Comunista Italiano (PCI)

Partito della Rifondazione Comunista (PRC)

Partito Liberale Italiano (PLI)

Partito Socialista Italiano (PSI)

Partito Pensionati (PP)

Partito Repubblicano Italiano (PRI)

Possibile (Po)

Radicali Italiani (RI)

Scelta Civica (SC)

Sinistra Italiana (SI)

Unione di Centro (UdC)

Partiti rappresentativi degli italiani all'estero

Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE)

Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI)


Storia dei partiti in Italia

In Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del paese, la Destra storica e la Sinistra storica, non erano classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee. Questi due gruppi politici erano considerati i due poli dell'area liberale. Alla loro sinistra si schieravano i Repubblicani, che rappresentarono l'estrema sinistra parlamentare fino al 1892, e che si organizzarono in vero e proprio partito solo nel 1895.

Questi tre gruppi politici, i liberali, i repubblicani ed i socialisti, si sono sempre considerati gli eredi diretti delle correnti che avevano dato vita al Risorgimento. E in effetti ciascuna di esse si ricollega ad un preciso "Padre della Patria": i liberali a Cavour, i repubblicani a Mazzini ed i socialisti a Garibaldi.

Invece il Partito Socialista Italiano sin dagli inizi si prefigura come partito di massa, la forma partitica che sarà predominante per tutto il Novecento, e viene seguito pochi anni dopo dai movimenti politici cattolici, prima con la Democrazia Cristiana Italiana di Romolo Murri, poi con il Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo nel 1919. Non a caso entrambi i partiti otterranno notevoli successi elettorali sino all'avvento del fascismo, contribuendo in maniera determinante alla perdita di forza e autorevolezza della vecchia classe dirigente liberale, che non era stata capace di strutturarsi in una forma partitica in grado di affrontare le nuove sfide della società.

Già prima della Prima Guerra mondiale si era costituita l'Associazione Nazionalista Italiana, di idee monarchiche e nazionaliste estreme. Nel 1919 si formò la Federazione dei Fasci italiani di combattimento ad opera di Benito Mussolini. Nel 1921 queste due formazioni politiche si fusero e diedero vita al Partito Nazionale Fascista.

Infine, nel 1921 da una scissione del Partito Socialista nacque il Partito Comunista d'Italia. Al momento della sua fondazione nel 1921 il PCI non era diverso dagli altri partiti comunisti europei, molto più piccoli rispetto ai "fratelli" socialisti o socialdemocratici e privi di un radicamento effettivo nelle masse e nella classe proletaria, in quanto prediligevano il ruolo di avanguardia rivoluzionaria tracciato da Lenin nelle sue opere politiche.

Questi tre partiti, il cattolico, il fascista ed il comunista, nati nel breve periodo che intercorre fra la fine della Prima Guerra Mondiale e l'avvento del Fascismo, possono essere considerati la seconda generazione dei partiti italiani, quella dei grandi partiti di massa, tipicamente contraddistinti dai colori: i "bianchi", i "neri" ed i "rossi".

Nel secondo dopoguerra i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano: questa fu una delle peculiarità del sistema politico italiano. Il ruolo fondamentale svolto dal movimento comunista nella Resistenza ha consentito però al PCI di prendere il posto del Partito Socialista come rappresentante della classe operaia e di diventare stabilmente, dopo il 1948, il secondo partito italiano nonché il primo della sinistra. Il PCI ha rappresentato, praticamente in maniera continua, l'opposizione ai governi centristi della DC e a quelli DC-PSI e alleati per più di quarant'anni.

Questa problematica situazione ha condizionato fortemente il sistema politico italiano, perché mentre negli altri Paesi europei la presenza di forti partiti socialisti, socialdemocratici o laburisti, ma sempre privi di legami con l'URSS, consentiva l'alternanza di governo, in Italia la pregiudiziale anticomunista e antisovietica rendeva di fatto impossibile tale alternanza. Questo spiega la permanenza ininterrotta al potere per oltre mezzo secolo della Democrazia Cristiana, il partito sorto dalle ceneri del PPI di don Sturzo, dal Governo Badoglio II al Governo Ciampi. Tuttavia la DC dal 1953 in poi mai ha avuto i voti sufficienti a governare da sola il Paese, a causa del sistema elettorale italiano completamente proporzionale. Questo spiega inoltre il notevole potere che sino al 1992 hanno avuto i piccoli partiti "laici" (Partito Liberale Italiano, erede del liberalismo pre-fascista, Partito Socialista Democratico Italiano, nato dal PSI nel 1947, Partito Repubblicano Italiano), necessari per la formazione di maggioranze parlamentari.

La necessità di accordi continui fra partiti ha portato alla cosiddetta partitocrazia, e cioè l'occupazione, da parte dei partiti, di tutti i gangli dell'amministrazione pubblica, con l'inevitabile corollario di corruzione, nepotismo, inefficienza. Questo, insieme alle crisi delle ideologie e alla fine della guerra fredda[18], ha portato ad una generale perdita di credibilità e autorevolezza dei partiti, iniziata durante gli anni ottanta con il calo graduale ma inesorabile dei consensi di PCI e DC, e culminati nel crollo successivo all'inchiesta di Mani Pulite del 1992. A questa domanda di rinnovamento proveniente dalla società italiana si deve aggiungere però il deteriorarsi del partito massa, ormai superato: non è un caso che dopo la disgregazione di PCI e DC e la scomparsa del PSI e dei partiti laici le nuove forze politiche emergenti siano movimenti "personali" come Forza Italia, creata nel 1994dall'imprenditore Silvio Berlusconi, e partiti di protesta come la Lega Nord di Umberto Bossi.

Senza analizzare tutti i partiti sorti negli anni novanta (anche se è necessario evidenziare l'evoluzione del neofascista Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale in Alleanza Nazionale e la evoluzione del PCI nel Partito Democratico della Sinistra, socialisti democratici, con la conseguente scissione della ala euro-comunista, Partito della Rifondazione Comunista) bisogna comunque notare che, a più di dieci anni di distanza dall'apparente crollo della nomenclatura della Prima Repubblica, i partiti italiani con molta difficoltà sono giunti ad un sistema bipolare.

Molti ritengono che il gran numero di partiti della Prima Repubblica fosse dovuto al sistema completamente proporzionale, e per questo si è chiesto di sostituirlo con un maggioritario secco. Ciò è avvenuto solo in parte, in quanto è stato creato un sistema misto con una quota maggioritaria per il 75% dei seggi e il restante assegnato tramite proporzionale. Tuttavia in poco tempo è stato chiaro che in un sistema come quello italiano, caratterizzato da numerosi partiti a forte base regionale e privo di forze politiche paragonabili ai grandi partiti europei, il maggioritario invece che diminuire moltiplicava il numero di partiti: il maggioritario secco infatti spinge alla formazione di coalizioni, nelle quali i partiti piccoli hanno buon gioco nel chiedere un certo numero di seggi sicuri in cambio del proprio appoggio, quasi sempre determinante. Anche l'ultima riforma elettorale del 2006, che restaura un proporzionale, ma che all'atto pratico è un maggioritario a collegio unico, ma elimina le preferenze, conferisce un grande potere alla classe dirigente dei partiti e rende impossibile una penetrazione di essi da parte della società civile.

Nel 1993, il referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ottiene la maggioranza dei voti. La legge n. 156 del 26 luglio 2002 abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale e abolisce il tetto massimo di spesa per lo Stato.

Nel 2006, dopo l'ultima riforma, si presentarono due coalizioni per le elezioni politiche:

  • Casa delle Libertà, coalizione politica di centro-destra: raggruppa partiti e movimenti ispirati ad una politica di centrismo moderato, di destra conservatrice, nazionalista e federalista, con una propensione verso il liberismo;
  • L'Unione, coalizione politica di centro-sinistra: raggruppa partiti e movimenti ispirati al centrismo riformista, alla socialdemocrazia, alla liberaldemocrazia e alla cosiddetta sinistra radicale.

Dopo la caduta del Governo Prodi II, le alleanze sono notevolmente mutate. Alle elezioni politiche del 2008 si sono presentati:

  • il Partito Democratico, nato dall'unione della Margherita, centrista, con i Democratici di Sinistra e forze di centro-sinistra, ha deciso di sciogliere la coalizione de l'Unione, alleandosi solo con l'Italia dei Valori ed accogliendo nelle proprie liste 9 candidati radicali nonché 2 candidati del Movimento Repubblicani Europei, formazione nata da una scissione del Partito Repubblicano Italiano;
  • i partiti della sinistra radicale (PRC, PdCI, Verdi, SD) si sono raggruppati nella lista "La Sinistra l'Arcobaleno";
  • il rinato Partito Socialista si è presentato autonomamente;
  • FI, AN ed alcuni partiti minori di centrodestra si sono presentati con la lista de Il Popolo della Libertà. Il PdL si è alleato con la Lega Nord e con il Movimento per le Autonomie;
  • l'UDC, rifiutatasi di entrare nel PdL, si presenta alle elezioni del 13 aprile 2008 in una lista comune con la Rosa per l'Italia: l'Unione di Centro;
  • La Destra ha abbandonato gli ex-alleati per formare una lista unitaria di destra nazionalista e sociale con la Fiamma Tricolore.

Con le elezioni politiche italiane del 2013 lo schema politico è tornato ad allargarsi. A questa consultazione elettorale, oltre a numerosi altri partiti e movimenti minori, si era presentate cinque principali liste:

  • Coalizione di centro-destra: Coalizione che comprende Il Popolo della Libertà, Lega Nord, Fratelli d'Italia, Lista Lavoro e Libertà - 3L, La Destra, Pensionati, Grande Sud, Moderati in Rivoluzione, Intesa Popolare, Movimento per le Autonomie, Cantiere Popolare, Liberi per una Italia Equa e Basta Tasse;
  • Con Monti per l'Italia: Coalizione di centro, composta da Scelta Civica, Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia e Movimento Associativo Italiani all'Estero;
  • Italia. Bene Comune: Coalizione di centrosinistra che raggruppa Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico, Il Megafono - Lista Crocetta, Moderati, Partito Socialista Italiano, Südtiroler Volkspartei, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Verdi del Sudtirolo e Autonomie Liberté Participation Écologie;
  • Movimento 5 Stelle: forza politica che si pone come movimento di cittadini liberi per il rispetto della democrazia e per la trasparenza delle istituzioni della repubblica Italiana;
  • Rivoluzione Civile, lista elettorale che comprende Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Azione Civile, La Rete 2018 e Movimento Arancione.

Il 16 novembre 2013 il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi, approvano la sospensione delle attività del PdL e il rilancio di Forza Italia, al nuovo partito però non aderiscono le cosiddette Colombe del PdL, la corrente guidata da Angelino Alfano, che forma il Nuovo Centrodestra continuando a sostenere il Governo Letta.