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Video foto ricordo del grande concerto di Woodstok 1969

Info, biografie ed eventi di grandi artisti internazionali

Hendrix un mito intramontabile

James Marshall Hendrix, nato il 27 novembre 1942 a Seattle, è stato considerato all'unanimità il più grande chitarrista elettrico di tutti tempi. Dal suo strumento d'elezione seppe trarre un'innumerevole quantità di diversi effetti timbrici, giungendo a suonarlo anche con i denti , con il gomito o con l' asta del microfono, in modo coerente al carattere istintivo ed esibizionistico dei suoi concerti. Frutto di un incrocio fra sangue indiano Cherooke, nero e messicano, il geniale musicista vive i suoi primi anni di vita immerso in una situazione familiare non delle più felici. Per anni convive con la nonna (indiana Cherooke purosangue che lo porta ancora più vicino alle sue radici Indiane e ribelli), mentre padre e madre si arrangiano in mille lavori. All'età di soli dodici anni riceve come dono la sua prima chitarra elettrica, chiamata da lui affettuosamente "Al", un piccolo strumento con cui comincia le sue prime esperienze musicali da autodidatta. I problemi cominciano da lì a poco. La madre muore quando Jimi ha solo quindici anni mentre all'età di sedici viene espulso da scuola, probabilmente per motivi razziali (ci troviamo nell'America puritana e Maccartista degli anni '50). Di fatto comincia a darsi al vagabondaggio, guadagnandosi da vivere con gruppi di rhythm and blues e di rock'n'roll. Dopo aver prestato servizio militare come paracadutista, a ventun'anni si inserisce nel giro dei session-man, ossia di coloro che vengono pagati a cottimo per le loro prestazioni musicali. Grazie alle sue doti straordinarie nel giro di poco tempo diventa il chitarristanientemeno che di personlità come Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner e King Curtis, alcune delle stelle del firmamento rock dell'epoca. Nel 1965 al Greenwich Village forma il suo primo complesso stabile, ottenendo un contratto per esibirsi regolarmente. Con una situazione più sicura alle spalle ha modo di concentrarsi ancora di più nello studio della tecnica esecutiva, in cui arriva a vertici difficilmente avvicinabili - non tanto per la tecnica in sé, quanto per le capacità raggiunte nel trattamento del suono o della singola nota: in questo avvicinandosi, seppur intuitivamente, agli approdi della musica colta del Novecento. L'innovativo stile di Hendrix nel combinare distorsioni lancinanti, piene di dolore, ad una pura vena blues crea di fatto una nuova forma musicale, che si avvale di tutta la tecnologia legata allo strumento - dal finger-picking al wah-wah, dal plettro ai pedali, dal feedback all'effetto Larsen, dai controlli di tono ai distorsori. Nei suoi brevi quattro anni di "regno", Jimi Hendrix amplia il vocabolario della chitarraelettrica rock più di qualsiasi altro. Hendrix diventa un maestro nel riuscire a tirar fuori dalla chitarra suoni mai ascoltati prima di allora; spesso con esperimenti di amplificazione che portano al limite, se non oltre, le capacità delle attrezzature impiegate. Le sue esibizioni si distingono per la selvaggia energia del suo modo di suonare e per l'irresistibile carica sessuale dei suoi atteggiamenti (il tutto, anche abbondantemente condito da acidi e sostanze psicotrope). Ad ogni modo, se non fosse stato per le interessate cure di Chas Chandler, ex-Animals, manager a New York in cerca di nuovi talenti, forse Hendrix sarebbe solo uno dei tanti nomi che circolavano nell'ambiente, oscurati dai giovani talenti bianchi a cui tanta attenzione poneva l'opinione pubblica ed i media in genere. Chandler lo porta invece con sé a Londra dove gli procura una sezione ritmica: la nuova band di Jimi, chiamata significativamente "The Jimi Hendrix Experience" (formata dal batterista Mitch Mitchell e dal bassista Noel Redding), diventa in breve tempo l'argomento di conversazione principale a Londra nel periodo conclusivo del 1966. Inoltre, il primo singolo dell'Experience, "Hey Joe", rimane nelle classifiche inglesi per dieci settimane, raggiungendo la sesta posizione nel tardo 1967. Il singolo del debutto è velocemente seguito dal lancio dell'LP "Are You Experienced?", una compilation psichedelica zeppa di inni generazionali. L'LP non a caso rimane uno dei più popolari album rock di tutti i tempi, con canzoni immortali quali "Purple Haze", "The Wind Cries Mary", "Foxy Lady", "Fire" e "Are You Experienced?". Nonostante lo schiacciante successo della Hendrix Experience in Inghilterra, è solo quando questa, nel giugno del 1967, torna in America infiammando letteralmente la folla del Monterey International Pop Festival che diviene la band più popolare del mondo. Al termine della sua estenuante esibizione (con una versione demoniaca di "Wild thing"), dopo aver dato fuoco alla chitarra, Jimi raccoglie un'ovazione interminabile. Il successivo LP sfornato dalla bande è "Axis: Bold As Love" mentre, dopo preso il totale controllo della band e aver trascorso parecchio tempo nella console in studio, nel 1968 è la volta di "Electric Ladyland", un capolavoro della storia del rock (malgrado il "vero" Jimi Hendrix sia ascoltabile, è bene ricordarlo, solo attraverso le registrazioni dal vivo). Ma già nel 1968 comincia il declino fisico, morale e artistico di Hendrix. Durante tutto quel fatidico anno le richieste pressanti di concerti e registrazioni in studio snervano notevolmente la fibra del gruppo, tanto che nel 1969 l'Experience si scioglie, forse anche sotto le pressioni del movimento nero delle "Black Panther", a cui Hendrix aveva aderito, che disdegnava l'appartenenza di Hendrix ad un trio composto da bianchi. Ad agosto trionfa a Woodstock, oltre che con la solita infiammata esibizione, anche con una versione delirante dell'inno americano ("Star spangled banner"), uno sberleffo divenuto celeberrimo. Con la sua chitarra Hendrix non si limita a distorcere la celebre melodia ma, in linea col pacifismo e le contestazioni del tempo, imita il suono di spari e bombardamenti, ricordando a tutti che era in corso la tragica guerra del Vietnam. Il 1969 ha inizio con una nuova collaborazione tra Jimi, Billy Cox e il batterista Buddy Miles (tutti musicisti neri), i quali danno vita alla "Band of Gypsys". I tre intraprendono una serie di performance stellari nei giorni tra il 31 dicembre 1969 e 1 gennaio 1970. Di questi concerti vengono effettuate delle registrazioni poi messe sul mercato a partire dalla metà degli anni '70 in un unico album. Successivamente Jimi ricontatta il batterista Mitch Mitchell e, insieme al bassista Billy Cox, rimette in piedi la Jimi Hendrix Experience. In studio il gruppo registra molte tracce per un altro LP, provvisoriamente intitolato "First Rays Of The New Rising Sun". Sfortunatamente Hendrix non riuscirà a veder pubblicato questo nuovo lavoro: un mese dopo, a 28 anni non ancora compiuti, viene ritrovato morto a Londra riverso sul letto di una stanza del Samarkand Hotel, soffocato nel proprio vomito per una overdose di barbiturici. E' il 18 settembre 1970. Da allora è stato un susseguirsi di omaggi alla sua memoria, ma anche di insinuazioni sulla sua morte, considerata "misteriosa", un po' come succede a tutte le rockstar scomparse prematuramente. Intorno al patrimonio di Hendrix, com'era prevedibile, si è scatenato un vespaio di beghe legali e di operazioni speculatrici. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Hendrix è stato indubbiamente uno degli artisti più sfruttati dall'industria discografica, che non esitò (e non esita tuttora) a pubblicare tutto ciò che egli suonò. Nessuno sa come si sarebbe evoluta la stella di Hendrix, né che percorso avrebbe seguito la sua parabola. Stimato da tutti i veri musicisti, poco prima della sua morte circolava la voce di una sua possibile collaborazione con un altro genio: Miles Davis. Come scrive il critico Paolo Galori, l'ultimo Hendrix è "un musicista solo e visionario, pronto a volare ancora più in alto, fino a bruciarsi le ali, distrutto dagli eccessi nel disperato tentativo di non replicare se stesso di fronte a chi gli chiede prove della sua divinità".

David Bowie Aristocrazia musicale

Figura carismatica e poliedrica, trasformista e provocatoria, David Bowie è stato unico non solo in senso strettamente musicale, ma anche per il modo di proporsi sul palco, per l'uso della teatralità e dell'artificio e per l'abilità di mescolare influenze musicali, visive e narrative molto diverse: dal teatro giapponese ai fumetti, dalla fantascienza al mimo, dal cabaret a Burroughs. Ma non sono da dimenticare anche "L'uomo che cadde sulla Terra" (il suo primo film, del 1976), "Tutto in una notte" (1985, di John Landis), "Labyrinth" (1986), "Basquiat" (di Julian Schnabel, 1996, sulla vita di Jean-Michel Basquiat), "Il mio West" (dell'italiano Giovanni Veronesi, 1998), e il cameo in "Zoolander" (di Ben Stiller, 2001). Bowie ha positivamente sconvolto gli anni '70, è sopravvissuto alla parentesi fatta di look degli anni '80, ma nei '90 ha trovato un decennio ostile nei suoi confronti. Negli decenni successivi pubblica tre dischi: "Heathen" (2002), "Reality" (2003), "The Next Day" (2013). Nel gennaio del 2016 esce il suo ultimo disco dal titolo "Blackstar". Malato di cancro da oltre 18 mesi, muore a New York il 10 gennaio 2016, pochi giorni dopo aver compiuto 69 anni.

L'artista conosciuto come Prince

la storia e l'importanza di un genio della musica.

La parola genio viene usata ed abusata spesso, nella musica. Ma Prince Rogers Nelson era uno dei pochi cantanti degli ultimi decenni a potersene fregiare a pieno titolo. Anzi, è una parola che gli stava stretta, esattamente come gli stava stretto quel nome, che ad un certo punto abbandonò per un simbolo e per l'acronimo TAFKAP. The artist formerly known as PrinceLa premessa è semplice: 15 canzoni scritte da Prince nel suo momento di massimo genio creativo (1982-1987 con un unico episodio del 1991), cedute poi a cantanti e band del suo universo espanso. Funk, r'n'b, psichedelia, pop, rock e quant'altro: è difficile trovare un genere musicale che Prince non abbia frequentato e nel quale non abbia prodotto un album o canzoni memorabili. La sua discografia è un caleidoscopio, le sue performance ancora più leggendarie; sul palco, dal vivo era uno dei più grandi in circolazione: piccolo, minuto, eppure in grado di riempire un palco con la sua sola presenza. Storiche le sue battaglie contro gli schemi e i meccanismi dell'industria della musica, che non riusciva mai a stare al passo della sua creatività infinita.

Era nato il 7 giugno 1958 a Minneapolis, e a quella città è rimasto legato fino alla fine - lì è morto, e alle porte della città c'era la sua residenza "Paisley park", quella dove ha organizzato un party sabato scorso, e per qualche minuto si è fatto vedere per l'ultima volta. Orecchio totale e assoluto fin da piccolo, ereditato dal padre, si dice. E fin da piccolo impara a suonare una gran quantità di strumenti - enorme chitarrista, diventerà uno dei migliori interpreti dello strumento in circolazione nei suoi anni. Ma più che al rock, rimarrà legato soprattutto al suo funk, dal quale si allontana e al quale ritorna sempre. Debutta nel '78 con "For you", e nel 1979 bissa con "Prince": la sua poliedricità, e la sua voglia di controllo totale della propria musica lo portano a fare tutto da solo. In questo periodo pubblica un disco all'anno, arrivando al successo, ma soprattutto sviluppando un'idea assolutamente geniale e diversa di musica, che unisce l'eredità dei suoni black con la tecnologia (i synth, le drum machine), il rock e il pop. Il primo capolavoro è "1999" del 1982 (con la title-track e "Little red corvette") a cui due anni dopo fa seguito il progetto "Purple rain". Album e film lo portano se possibile ancora più in alto: verrà certificato come uno dei dischi più venduti di sempre (20 milioni di copie) e vincerà pure un Oscar, per la migliore colonna sonora. Rimarrà nella storia soprattutto grazie a "Purple rain", ballata rock (influenzata, si dice, da Bob Seger) con uno spettacolare assolo di chitarra finale: ancora oggi è forse la sua canzone più nota, all'interno di un repertorio sterminato.E' uno dei più programmati da MTV, che pure in questo periodo viene spesso accusata di razzismo nei confronti degli artisti di colore; si circonda di donne bellissime e sue protette che lo affiancano sul palco. Sfoga la sua creatività anche come produttore (Wendy & Lisa, Vanity, Apollonia, Jill Jones, la rediviva Chaka Khan, Sheila E.) o regalando canzoni che diventano hit per altri artisti ("Manic monday" per le Bangles, o "Nothing compares 2 u", interpretata prima dai Family e, qualche anno dopo con successo enorme, da Sinead O'Connor 

Nel 1985 Prince inaugura la sua etichetta, la Paisley Park, che rimarrà anche il nome della sua residenza: la psichedelia di "Around the world in a day" spiazza il pubblico; tenta nuovamente l'accoppiata film-disco ma "Under the cherry moon", è un fiasco (mentre "Kiss", da "Parade", è un successo). Del 1987 è il suo capolavoro assoluto: il doppio "Sign o' the times", il momento in cui la sua creatività si cristallizza in un insieme di canzoni ineguagliabili. Subito dopo, la prima lite con la Warner, la sua etichetta: il "Black album" viene bloccato perché ritenuto non commerciabile, ma circola in versione illegale. E' il primo atto di una lotta sul controllo creativo e dei ritmi di pubblicazione che qualche anno dopo, nel 1992 lo porterà a rinunciare al proprio nome facendosi ritrarre con la scritta "Slave" sulla guancia. "The Gold experience" (1995) è il miglior disco di questo periodo, decisamente più complicato. Nel 1998 sperimenta il rapporto con Internet, con cui avrà una relazione di amore e odio: spiazza tutti e decide di vendere solamente on line il triplo "Crystal ball" - ma negli anni combatterà contro la rete e le sue varie incarnazioni, dal download a Youtube (dove ogni video di Prince viene cancellato quasi immediatamente dopo l'upload) fino allo streaming: i suoi ultimi suoi dischi "HITNRUN" vengono pubblicati su Tidal, ma il suo catalogo è irreperibile sulle altre piattaforme. Nell'ultima fase della sua carriera Prince ha prodotto dischi di buon livello, tra alti e bassi, tornando a lavorare con la discografia con la forma della "licenza" (album prodotti autonomamente con la sua NPG e dati in gestione di volta in volta). Torna anche a lavorare con la Warner nel 2013 con "Plectrumelectrum" e "Artofficialage". "HITNRUN PHASE TWO", pubblicato nel dicembre 2015, è il suo ultimo disco di studio. Dal vivo, invece, Prince è rimasto uno dei più grandi performer in circolazione, sebbene i suoi tour e i suoi concerti fossero spesso soggetti alle sue bizze e ai cambiamenti d'idea: più di una volta annunciati e annullati. In Italia si è esibito per la prima volta nel 1987, nel famoso e leggendario tour di "Sign o' the times", e l'ultima volta nel 2011, a Umbria Jazz - ma un concerto stava per essere annunciato lo scorso dicembre, per quel tour piano e voce previsto in Europa, poi spostato in seguito ai tragici fatti del Bataclan. Una cosa simile era successa nel 2006: concerto, annunciato all'ultimo, poi annullato. Ma quando saliva sul palco ipnotizzava chiunque, ed era in grado di suonare per ore ed ore. Ci lascia uno dei più grandi cantanti/musicisti di tutti i tempi, pochi mesi dopo un altro gigante della musica, David Bowie. La lista di canzoni da farvi ascoltare sarebbe enorme, così vi lasciamo con questo video, che mostra chi era Prince: ad un concerto tributo per George Harrison si esibisce su "While my guitar gently weeps" con il figlio del Beatle, Dhani, Jeff Lynne, Stevie Winwood e Tom Petty. Indispettito dal ruolo di frontman di quest'ultimo, si riprende la scena con uno spettacolare assolo in cui ci sono il suo carisma, la sua potenza scenica e il suo gusto musicale.

 Lou Reed Star di fama mondiale, ha fatto la storia con la sua musica sia militando nei Velvet Underground che con i suoi dischi da solista. Scopriamo qualche curiosità su di lui.

Lou Reed è uno dei musicisti più famosi al mondo, e che con la sua musica ha radicalmente cambiato le carte in tavola del rock'n'roll. 46 dischi pubblicati nella sua proficua carriera con i Velvet Underground e successivamente da solo, ma anche uno stile unico e inimitabile, a cominciare dalla sua divisa (giacca di pelle e Rayban) fino ad arrivare alla sua voce e al suo stile chitarristico e non solo. Insomma, una vera e propria icona. La biografia di Lou Reed Lewis Allan "Lou" Reed nasce il 2 marzo del 1942 a Southampton sotto il segno dei pesci, da una famiglia di origini ebraiche. I suoi genitori sono di origini umili, con il padre che fa il contabile e la mamma che è una casalinga. La sua passione per la musica si sviluppa sin dai primi ascolti della radio, dopodiché comincia a suonare la chitarra e a militare in alcune band della sua scuola. Intanto la sua carriera studentesca procede, e Lou si iscrive alla facoltà di giornalismo e scrittura creativa, mentre nel frattempo lavora come speaker radiofonico. Nel 1964 si laurea e si trasferisce a New York dove lavora come compositore presso un'etichetta del posto. Nel 1966 arriverà la fondazione dei Velvet Underground, gruppo che cambierà dapprima la scena newyorkese, poi la scena musicale internazionale. Seguirà una carriera solista cominciata negli anni Settanta e mai terminata. Il cantante, infatti, continuerà a suonare fino alla fine. La morte di Lou Reed avverrà il 27 ottobre 2013 in seguito a un ricovero e a un trapianto di fegato.

Bocca a sacco

Louis Daniel Armstrong, trombettista jazz, è uno dei massimi esponenti di questo genere di musica e colui che ha dato un'impronta del tutto nuova alla musica afroamericana. Per quanto concerne la sua nascita vi è un piccolo retroscena che definisce anche un piccolo giallo. Armstrong ha sempre dichiarato di essere nato il 4 luglio (giorno di festa nazionale negli Stati Uniti) del 1900 ma, in realtà, studi recenti hanno dimostrato che il grande trombettista è nato il 4 agosto del 1901. In particolare, sono da segnalare le ricerche sovvenzionate proprio da New Orleans, la sua città natale, ed effettuate da Tad Jones, il quale sembra che abbia trovato i certificati originali di battesimo del "re del jazz". Secondo questi atti, "Satchmo" (questo il soprannome che gli verrà affibbiato: significa, grosso modo, "bocca a sacco"), si era invecchiato di un anno e un mese, forse per risolvere alcuni problemi legati ai suoi esordi giovanili a Chicago e New York, dove non voleva sembrare più giovane di quello che era. Louis Armstrong ebbe un'infanzia travagliata. I genitori si separano poco prima della sua nascita e il piccolo viene affidato alla nonna materna Josephine, mentre la madre, con tutta probabilità, si prostituiva. Le sue giornate trascorrono in bilico fra l'emarginazione e la delinquenza anche se, fortunatamente, un grande interesse nasce dentro di lui, un antidoto capace di allontanarlo da pericolose deviazioni e nello stesso tempo di "sollevarlo" da quello squallido ambiente: la musica. Ancora troppo giovane per suonare la tromba o per apprezzarne potenzialità e sfumature, si limita in quel periodo a cantare in un gruppo locale assai peculiare, dato che come palcoscenico aveva unicamente le strade. La pratica estemporanea, il canto di getto e a squarciagola gli permettono comunque di sviluppare un'ottima intonazione e un notevole senso dell'improvvisazione, e non dimentichiamoci che di fatto quest'ultima è la caratteristica principe che distingue il jazz. Ma la vita di strada è pur sempre la vita di strada, con tutti i pericoli e i disagi che essa comporta. Louis, pur volendo, non può del tutto estraniarsi da quel contesto. Un giorno viene addirittura sorpreso a sparare con un revolver sottratto ad uno dei compagni della madre, per festeggiare la fine dell'anno. La conseguenza è che viene trasferito in un riformatorio per circa due anni, anche perché il tribunale aveva riconosciuto la madre inabile alla crescita della prole. Da ciò nasce forse l'ansia d'amore che contrassegna la sua vita, che vedrà scorrere davanti a sè due mogli e moltissime relazioni. Anche in riformatorio Louis Armstrong trova il modo di far musica: entra a far parte prima del coro dell'istituto e successivamente della banda, dove inizia suonando il tamburo. Prende anche le prime lezioni di cornetta. Il merito è tutto del suo maestro, Peter Davis, che gli dà l'opportunità di studiare i rudimenti di questa sorta di "succedaneo" della tromba. La banda dell'istituto è molto amata dagli abitanti e gira le strade suonando melodie in voga all'epoca come la celeberrima "When the Saints Go Marchin'in" che, recuperata parecchi anni dopo, diventerà uno dei suoi cavalli di battaglia. Uscito dal riformatorio inizia a frequentare pub e locali nella speranza che gli si presenti la possibilità di suonare in qualche orchestra. In uno di questi vagabondaggi serali incontra Joe Oliver, considerato il migliore cornettista di New Orleans (già chiamato "King Oliver"). Tra i due s'instaura un ottimo rapporto, tanto è vero che Oliver, in procinto di trasferirsi, chiede a Kid Ory (altro celebre trombettista del jazz) di essere sostituito proprio da Louis. Solo dal novembre del 1918, incentivato dal lavoro sui "riverboats" (i battelli che navigavano sul fiume Mississippi), Armstrong impara a decifrare le partiture, diventando in questo modo un musicista completo. Dopo qualche anno di questo regime non proprio riposante (lavorare sui battelli era molto faticoso), nel 1922 si trasferisce a Chicago, lasciando una New Orleans che, gradualmente, "corrompeva" sempre di più il suo gusto musicale, fino a rispolverare un vetusto e annacquato folclore. Armstrong in quel momento della sua maturazione artistica stava invece seguendo un'altra strada, completamente diversa, improntata sul rigore polifonico delle linee musicali e, per altri versi, sul tentativo di conferire al solista un ruolo insieme egemone e integrato nel tessuto musicale. Fortunatamente viene ingaggiato da King Oliver nella sua "Creole Jazz Band", nella quale ha la possibilità di proporsi come solista e di far spiccare l'estremo virtuosismo che ormai ha acquistato con il suo strumento. E' infatti opinione comune di appassionati e storici, affermare che "Satchmo" avesse inventiva, fantasia ritmica e melodica, unite ad un'impressionante volume sonoro e ad un'inconfondibile timbro. Dopo una serie di tournè, si arriva al 1924, anno particolarmente importante per "Satchmo". Si sposa, lascia l'orchestra di Oliver ed entra nella big Band di Fletcher Henderson, un colosso del jazz che disponeva di una delle migliori orchestre del tempo, zeppa di solisti di pregio. Come riprova del salto di qualità, Armostrong ha l'opportunità di incidere brani con Sidney Bechet, Bassie Smith e molti altri. Successivamente decide di intraprendere la carriera da solista. Registra "Hot Fives and Hot Sevens" trasformando così il jazz in una delle più alte espressioni della musica, con la sua tromba chiara e brillante e la sua voce sporca pescata direttamente dal fondo della gola. Da allora è solo un susseguirsi di successi, all'ombra però di alcune voci critiche che denunciano limiti e scadimenti del fenomeno Armstrong. Louis viene addirittura accusato di essere uno zio Tom a causa dell'ambiguità verso i fratelli neri. Ma proprio per la sua presenza carismatica contribuisce a rompere ogni barriera razziale diventando una delle prime star di colore nella musica. La sua vita, oltre ai concerti dal vivo e alle tournée, si arricchisce di collaborazioni (ad esempio con Zilmer Randolph), e comincia anche ad aprirsi al cinema, apparendo in alcune pellicole; tra queste ne ricordiamo una, "Alta società" (High society) del 1956, di Charles Walters, con Grace Kelly, Bing Crosby e Frank Sinatra, in cui il musicista introduce e conclude la prima e l'ultima scena del film. Diventato ormai un'icona (e qualcuno dice anche la macchietta di se stesso), Louis Armstrong negli ultimi anni era certo diventato l'ambasciatore del jazz nel mondo, ma ha anche prestato la sua immagine ad una serie di eventi assai discutibili sul piano artistico. In quella fase della sua carriera il Maestro non era più in grado di prendere decisioni autonome ma si faceva "gestire" da funzionari senza troppi scrupoli.

Immacolata trasgressione

Louise Veronica Ciccone nasce il 16 agosto 1958 a Detroit, Michigan. I genitori, di origini italiane, hanno dato vita ad una numerosa famiglia: la cantante ha quattro fratelli e tre sorelle. Il padre svolgeva mansioni di operaio per la Chrysler mentre la madre è purtroppo morta quando Louise Veronica aveva solo sei anni. Interessata alla danza fin da piccola sceglie subito questa strada malgrado il padre insistesse per l'apprendimento di uno strumento musicale (cosa che ha poi imposto a tutti i figli). La futura popstar planetaria frequenta le prime lezioni di ballo con già in testa un chiodo fisso (come ha confessato lei stessa) quello di diventare una stella. Per l'istruzione il padre si affida ad alcune scuole cattoliche, a cui si può forse far risalire il successivo desiderio di ribellione, evidenziato fin dalla scelta dello pseudonimo Madonna, appunto. Alla fine degli anni '70 Veronica Louise si trasferisce a New York per lavorare in una compagnia di danza, quella di Alvin Ailey, in cui riesce ad entrare dopo una serie di audizioni. Nel frattempo non disdegna di arrotondare le sue entrate lavorando come commessa in una catena di fast food. Qui conosce Dan Gilroy, suo futuro compagno per breve tempo, il quale non solo le insegna a suonare chitarra e batteria, con lui intraprende un vero e proprio sodalizio artistico (i due scriveranno insieme diverse canzoni). Per sbarcare il lunario però gira anche qualche film di serie B (come lo scabroso "A certain sacrifice"), e posa nuda per riviste maschili. In seguito lavora ad alcuni brani da discoteca con l'amico di college Steven Bray. Alcune di queste canzoni vengono programmate nel famoso locale trendy newyorchese "Danceteria" dal DJ Mark Kamins, lo stesso che produrrà "Everybody", primo singolo di Madonna. Il successo di quel primo brano è lusinghiero: ecco quindi poco dopo il team pronto per sfornare un altro titolo. E' la volta di "Burning Up/Physical Attraction" che, anche grazie a un contratto con la Sire Records, attecchisce negli ambienti dance con gran successo. Nel giugno 1983 il dj John "Jellybean" Benitez, nuovo compagno della cantante, scrive per lei "Holiday", un brano accattivante che, insieme a "Borderline" e "Lucky Star", impone il nome di Madonna nelle classifiche dance a stelle e strisce. Tutte queste canzoni vengono raccolte nell'omonimo album d'esordio "Madonna", edito nel 1983. Subito dopo è il momento di "Like a virgin", brano che la lancia a livello internazionale come fenomeno erotico e di costume, grazie ad un'immagine giocata su una sensualità facilona e ammiccante, apertamente volgare e dunque di sicuro impatto. Nelle sue pose da Lolita, nel suo tentativo di essere sbarazzina e accattivante, raggiunge esiti spesso sconfortanti, anche se, a quanto sembra, assai apprezzati dalle mai troppo deprecate masse. Indubbiamente il suo nuovo pop trasgressivo un po' monotono, levigato e orecchiabile, si sintonizza assai bene con il retroterra "culturale" degli anni '80, divenendone il simbolo supremo. L'operazione successiva è invece quella di spacciarla per la "Nuova Marylin", anche grazie alla diffusione martellante di un videoclip in cui la cantante appare nei panni della defunta e mai dimenticata diva. Il pezzo è intitolato significativamente e provocatoriamente "Material girl". Il risultato di questa astuta campagna di marketing è che ogni disco di Madonna comincia a vendere milioni di copie in tutto il mondo, sulla scia di quei nuovi fenomeni globalizzati e globalizzanti che Madonna comincerà a rappresentare così bene. A fornire il definitivo trampolino di lancio per la popolarità, arriva la parte principale nel modesto film "Cercasi Susan disperatamente". Anche in questo caso, la pennellata di scanzonata simpatia con cui viene spalmata la cantante, risulta piuttosto falsa e artificiosa rispetto al suo fondo caratteriale duro e determinato. Da quel momento prende piede la sua smania di cambiare continuamente look e personaggio, passando dalla bionda sciantosa e tutta curve all'androgina performer del nuovo tour mondiale. Il pubblico è spiazzato e non sa mai cosa aspettarsi dalle nuove apparizioni della star. Un altro coup de teatre è la pubblicazione in quegli anni della sua autobiografia, com'era da giurarsi abbondantemente innaffiata di riferimenti sessuali e di scontate "trasgressioni". Ancora una volta, Madonna non riesce ad esimersi dal pigiare sull'acceleratore del voyeurismo, dal mettere tutto in piazza, mutande comprese, ma l'effetto piace e qualcuno insiste nello scambiarla per un sex-symbol mentre, ad uno sguardo più distaccato, non appare che un banale sottoprodotto mediatico. Ad onor del vero va però considerato che il personaggio Madonna incarna segnali precisi della nostra epoca. A questo proposito Jean Baudrillard ha dedicato alla cantante penetranti analisi nel suo "Il Delitto perfetto" (Cortina Editore). Ma non vi è critica che tenga, in classifica spopola letteralmente: gli hit del periodo sono tutti tratti dall'album "True Blue" (1986), che vanno da "Papa don't preach" (centrato sul tema dell'aborto) a "Live to tell" (canzone sull'abuso di minori), da "Open your heart" allo spagnoleggiante "La isla bonita". La critica rivela che "l'album è un passo indietro rispetto a "Like a virgin", ma i testi dimostrano una maturazione del personaggio Madonna, da punkette a diva controversa" (Claudio Fabretti). Intanto conosce l'attore Sean Penn, da cui nasce una folgorante ma turbolenta storia d'amore. Con lui gira "Shanghai Surprise" che si rivela però un flop (uno dei pochi della carriera di Madonna). Nel 1988 debutta anche a Broadway nella commedia di David Mamet "Speed The Plow". Il difficile rapporto con Sean Penn comunque dura poco: in breve i due si separano e la cantante torna in studio per incidere "Like a prayer", album che sarà ricordato più per le polemiche suscitate dal video dell'omonimo singolo (denunciato per "vilipendio della religione" da alcune associazioni integraliste cattoliche) che per l'effettiva qualità dei brani. Eppure anche canzoni mediocri come "Express Yourself", "Cherish" e "Keep it together" riescono ad entrare nella Top Ten. Madonna si lancia in faraonici show dal vivo, sempre pieni, sempre esauriti, in cui esibisce un'energia e delle qualità atletiche non comuni. Il dietro le quinte del tour è anche l'occasione per girare l'ennesimo filmetto che si vorrebbe "trasgressivo", intitolato, per non dare adito ad interpretazioni erronee "A letto con Madonna". Ormai si può dire che è diventata una professionista del trasgressivo, un macchina che sforna in maniera indifferenziata sogni ologrammatici di fughe a basso prezzo. Ma Madonna è soprattutto una grande e intelligente manager si se stessa, dotata di un grande senso degli affari, quindi eccola firmare nel 1992 un contratto da 60 milioni di dollari con la Time Warner per formare una sua etichetta, la Maverick. Con la sua casa discografica ha pubblicato in seguito artisti quali Alanis Morissette, Prodigy o i Muse. Non è da trascurare la sua partecipazione a pellicole di vario genere in qualità di attrice. Compare in "Ombre e nebbia" di Woody Allen, in "Dick Tracy" a fianco di Warren Beatty e nel commovente "Ragazze vincenti" di Penny Marshall (1992, con Tom Hanks e Geena Davis). Fonda persino una propria casa di distribuzione, la Siren Films. Il suo personaggio però è sempre più al centro di scandali e polemiche. Ne è un esempio il nuovo singolo "Justify my love" (conturbante brano scritto da Lenny Kravitz) a cui è associato un video esplicitamente erotico. Provoca scalpore anche la pubblicazione di "Sex", un libro fotografico in cui la cantante è immortalata nuda in pose sado-maso, lesbo e in atteggiamenti provocanti, al limite della pornografia. In molti sospettano che dietro questo polverone e questa voglia di far parlare di sè si celi un'operazione commerciale. Guarda caso di lì a poco uscirà l'album dall'"originale" titolo di "Erotica" (1992). Da quell'anno in poi Madonna è sempre stata sulla cresta dell'onda, ora comparendo al cinema nei panni di Evita (nomination all'Oscar come attrice protagonista, ma solo per la sua interpretazione di "You must love me"), ora come cantante perennemente in vetta alle classifiche. Oppure grazie ai numerosi flirt che le vengono periodicamente attribuiti (in uno di questi, ha anche messo al mondo due figli, Lourdes e Rocco). Le sue capacità di rinnovarsi sono notevoli e forse da questo punto di vista nessun artista può competere con lei. La sua musica ha ricevuto un make-up sostanziale anche grazie alla collaborazione di maghi del suono come William Orbit, Craig Armstrong e Patrick Leonard, che hanno dato una spruzzata di modernitàalle sue sonorità. Negli ultimi anni Madonna sembra aver raggiunto un suo equilibrio interiore, come testimoniano le nozze con il regista scozzese Guy Ritchie (con un cerimoniale sontuoso, nel castello di Skibo, in Scozia). La sua carriera di attrice, tra alti e bassi, prosegue, con "Sai che c'è di nuovo" (1998, The next best thing), insieme a Rupert Everett.

Angelico Beatle

James Paul McCartney nasce il 18 giugno 1942 a Liverpool, Inghilterra; la sua famiglia vive nel rione di Allerton, appena ad un miglio dalla casa di John Lennon; i due, conosciutisi ad una festa parrocchiale diventano subito amici, condividendo soprattutto lo stesso grande amore per la musica.  Il primo pensiero, quindi, come succede ad ogni adolescente sognatore che si rispetti, è quello di fondare un gruppo e i due si mettono subito all'opera per realizzare questo desiderio così ardente. In pratica, si può dire che già da questi lontani inizi si sia formato il nucleo principale dei futuri Beatles, se pensiamo che viene subito cooptato George Harrison e, più tardi, il batterista Ringo Starr. Formatosi nel '56 questo gruppo di imberbi ragazzini diventano i Beatles nel 1960. Le personalità dei tre sono abbastanza differenziate, anche se com'è naturale alcuni elementi propendono maggiormente alla trasgressione mentre altri si dimostrano più equilibrati; com'è il caso di Paul, dedito fin da subito alla composizione di quel tipo di canzone lirico-struggente che diventerà una sua caratteristica inconfondibile. Inoltre, da serio musicista qual è, non dimentica il puro aspetto tecnico-strumentale della musica, tanto che ben presto diventa, da semplice bassista, un vero e proprio polistrumentista, cimentandosi anche con la chitarra e un po' con le tastiere. Questo fa si che un altro punto forte del musicista McCartney sia l'arrangiamento. Dei quattro, poi, Paul è indubbiamente il più "angelico", quello insomma che piace alle mamme e alle ragazzine di buona famiglia. E' lui che tiene i rapporti con la stampa, che si occupa delle pubbliche relazioni e dei fan, in contrasto con l'immagine logora e usurata che vorrebbe il genio sempre incompreso e "maledetto". Inutile dire che quella è l'epoca in cui anche l'altro genio del quartetto, John Lennon, firma le sue canzoni più memorabili; molti dei brani più memorabili degli "scarafaggi" (questo è il significato di beatles in italiano), sono in realtà firmati da entrambi. Sono pezzi in cui ancora oggi i fan discutono su a chi si debba l'apporto decisivo: se a Paul o a John. La verità sta nel mezzo, nel senso che entrambi erano enormi talenti, i quali lo hanno fortunatamente profuso a piene mani per la gloria sempiterna dei Beatles. Tuttavia, non va dimenticato che il maggior album del quartetto inglese, l'album che è stato considerato la più grande opera rock mai scritta, "Sgt Pepper", è in gran parte opera di Paul. In mezzo a tutto questo, comunque, una parola va spesa anche per George Harrison, talento niente affatto disprezzabile e che anzi meriterebbe anch'esso l'appellativo di "genio". La carriera dei Beatles è stata quello che è stata ed è inutile ripercorrere qui i fasti della più grande band mai esistita. Va qui però ricordato che, durante la parabola discendente, è merito di McCartney se andarono in porto quei progetti pensati per cercare di risollevare le sorti del gruppo; come ad esempio il film "Magical Mistery Tour" o come il documentario "verità" "Let It Be". Inoltre, va sicuramente ricordata l'insistenza di Paul perché la band ricominciasse ad esibirsi dal vivo. Ma la fine dei Beatles era vicina e nessuno poté farci niente. Il 12 marzo 1969, infatti, Paul sposa Linda Eastman e cambia registro alla propria vita. Come beatle, offre ai fans un'ultima grande prova nell'album "Abbey Road" (appunto del 1969) ma nel dicembre dello stesso anno annuncia il suo abbandono del gruppo. Pochi mesi dopo i Beatles cessano di esistere. McCartney, sempre affiancato dalla fedele Linda, inizia una nuova carriera, alternando prove solistiche di buona qualità a colonne sonore e collaborazioni con altri musicisti. La più duratura è quella che lo vede attorniato dai Wings, gruppo da lui voluto nel 1971 e che di fatto, anche a detta dei critici, non sarà mai molto più di una semplice emanazione del genietto inglese. Ad ogni modo, la sua carriera è un susseguirsi di successi, fra premi, dischi d'oro e record di vendite: nel 1981, anche l'esperienza con i Wings si conclude. Negli anni '80 Paul McCartney continua la sua serie fortunata duettando con star come Stevie Wonder o Michael Jackson, e riappare dal vivo, dopo diversi anni, a cantare "Let it Be" nel gran finale del Live Aid di Bob Geldof (Londra, 1985). Ma il vero ritorno "on stage" avverrà nel 1989, con un tour mondiale che per quasi un anno lo mostrerà in forma smagliante assieme a musicisti di ottimo calibro. Per la prima volta dopo lo scioglimento, Mc Cartney esegue dal vivo alcune delle canzoni più celebrate dei Beatles. Nel 1993, nuovo tour mondiale, poi la sorpresa: Paul, George e Ringo si riuniscono in studio nel 1995 per lavorare su due canzoni lasciate in sospeso da John, "Free as a Bird" e "Real Love", due nuove "Beatles song" dopo 25 anni. I vecchi compagni lavorano ancora con lui all'uscita della monumentale "Beatles Antology" e sono al suo fianco, nel 1998, in una ben più triste occasione: la cerimonia funebre per Linda Mc Cartney, che lascia Paul McCartney vedovo dopo ventinove anni di matrimonio. Dopo questo duro colpo, l'ex-beatle intensifica le iniziative a favore delle associazioni animaliste e per la diffusione della cultura vegetariana. Nel 2002 è uscito il suo album nuovo ed ha intrapreso un ennesimo, clamoroso tour in giro per il mondo, culminato nel concerto tenutosi al Colosseo di Roma davanti a migliaia di fan. Paul McCartney, nell'occasione, era accompagnato dalla nuova moglie, la modella disabile (anni fa, ha purtroppo perso una gamba per una malattia) Heater Mills 

Il ricordo di Freddie Mercury leggi (QUI')

Sono trascorsi 27 anni dalla morte di uno dei personaggi più eccentrici e degli artisti più talentuosi della musica mondiale. Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddie Mercury, è morto a 45 anni il 24 novembre del 1991. Troppo presto. Eppure, in così poco tempo, il leader dei Queen ha lasciato un'impronta indelebile. Chi non conosce pezzi come Bohemian rhapsody, We are the champions, Innuendo, Somebody to love e Underpressure? Aveva perso la sua battaglia più importante, quella contro un male incurabile, lasciando 'orfani' milioni di fan sparsi ai quattro angoli del pianeta. Freddie grazie alle sue doti vocali uniche, il talento sopraffino e un talento impareggiabile ha caratterizzato fin dai primi anni Settanta la scena rock mondiale insieme ai Queen, band che ha fondato e portato al successo grazie a canzoni entrate di diritto nell'immaginario musicale di intere generazioni. Il modo più bello, a distanza di tanti anni, per ricordarlo, più di mille parole, è ascoltarlo ancora una volta...

La sua storia, la sua vita in un Film

I Queen e il loro frontman Freddie Mercury: la loro unicità di stile, la scalata sulle vette della musica mondiale fino all'iconico concerto Live Aid 1985, una delle più grandi performance della storia. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 4 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a Golden Globes, 6 candidature e vinto 2 BAFTA, 3 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, In Italia al Box Office Bohemian Rhapsody ha incassato 28,9 milioni di euro.

Regia di Bryan Singer. Un film con Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen. Cast completo Titolo originale: Bohemian Rhapsody. Genere Biografico, Drammatico, Musicale - Gran Bretagna, USA, 2018, durata 134 minuti. Uscita cinema giovedì 29 novembre 2018 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 2,93 su 173 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Rami Malek l'attore che ha bene interpretato Freddie Mecury 

Dieci anni senza Michael Jackson, il Re del Pop che qualcuno vorrebbe dimenticare

Dieci anni fa il mondo del pop perdeva il suo re. Il 25 giugno del 2009, a 50 anni, moriva Michael Jackson. Una morte arrivata inaspettata mentre l'artista stava preparando "This Is It", lo show che avrebbe dovuto mettere in scena per 50 date a Londra e che rappresentava il suo ritorno dal vivo. Nonostante l'importanza di Jackson nella storia della musica del '900, il decennale della sua scomparsa viene celebrato in tono minore. Nessun concerto di commemorazione, nessun grande evento, nemmeno una raccolta celebrativa di successi. Il modo in cui la figura del Michael Jackson uomo è stata messa in discussione, soprattutto in epoca di metoo e caccia alle streghe, consiglia di non esporsi troppo. Persino il suo amico, mentore e produttore Quincy Jones ha trasformato un concerto in programma a Londra per celebrare Michael in un generico omaggio alle musiche da film. E nonostante le recenti palate di fango gettate dal documentario "Leaving Neverland" siano state rimosse nel giro di poche settimane, tra credibilità delle testimonianze degli accusatori smontata e scarso interesse mostrato dal pubblico, gli schizzi delle nuove accuse di molestie sono rimasti a macchiare questo anniversario. Un anniversario che avrebbe meritato altro tipo di celebrazione perché, al di là di dubbi più o meno leciti sulla condotta morale nel privato di Michael, resta il lascito artistico di una delle stelle più luminose che il mondo del pop abbia visto nel secolo scorso. Una lucentezza che non si limita ai numeri da capogiro dei suoi album più famosi, di cui "Thriller", tutt'ora album più venduto di sempre (un record, considerando i livelli attuali di vendita dei cd, destinato a rimanere imbattuto) è solo il vertice assoluto di un corpus discografico che comprende lavori multiplatino come "Off The Wall", "Bad", "Dangerous" e "HiStory". L'importanza di Michael Jackson va al di là del suo essere fenomeno commerciale. Perché quel successo era il frutto di uno strarodinario talento. Espresso come interprete, autore e ballerino, nel corso di una carriera che ha visto tutte le fasi possibili. Gli inizi da bimbo prodigio (alle prese con un padre-padrone a fare da manager dispotico), le difficoltà del passaggio alla vita adulta, il successo straordinario fino ad arrivare sul tetto del mondo. E poi la caduta. Prima accennata, con i primi passi falsi quando ha voluto liberarsi della presenza tanto importante quanto per lui ingombrante, di Quincy Jones. E poi rovinosa, soprattutto a livello di immagine, con le accuse infamanti di pedofilia, i processi, le assoluzioni giudiziarie mai sufficienti a togliere dalla testa di molti il dubbio. Michael ha vissuto tutto al massimo, in maniera quasi parossistica. Trionfi e momenti bui. Con i riflettori dei media perennemente puntati addosso a lasciare ferite indelebili su un uomo tanto fragile e timido almeno tanto quanto era determinato e deciso l'artista. Persino la sua morte è stata una tragedia consumatasi sotto gli occhi del mondo. Prima con quel ritorno annunciato in pompa magna e diventato una cosa più grande di lui (le date dello show dovevano essere 10 e furono portate a 50 a sua insaputa per far fronte al gran numero di richieste). Impegno al quale non volle (o non potè) però sottrarsi, a costo di bruciare le ultime energie di un fisico fortemente debilitato. E poi con un dottore messo alle sue costole per vegliarlo, che finirà per ucciderlo, con una dose sbagliata di anestetico chirurgico che Michael usava per dormire, perché i normali tranquillanti non bastavano più. Oggi, dieci anni dopo, resta la fedeltà di chi lo ha amato e continua a farlo senza cedimenti. Siano i milioni di fan sparsi per il mondo, siano artisti che si sentono di difenderlo come fatto di recente da Madonna o Diana Ross. Ma ci sono anche quelli che tolgono targhe dalle scuole, radio che si rifiutano di trasmettere la sua musica, mostre a lui dedicate che vengono annullate. E i grandi network americani che preferiscono evitare di programmare speciali per ricordarlo in occasione di questo decennale. Per fortuna resta anche la sua musica che, quando anche l'ultimo polverone di polemiche e accuse si sarà depositato, sarà ancora lì a brillare intatta.

Burt Bacharach 

90 anni e non sentirli... mi riferisco a quelli di Burt Bacharach, uno dei compositori più famosi del ventesimo secolo. Le sue melodie memorabili, le colonne sonore di tanti film, ci hanno fatto sognare ed apprezzare la sua musica, che varia dal jazz al pop, dalla musica brasiliana al rock. Ancora oggi il musicista e compositore nato a Kansas City, nel Missouri il 12 maggio del 1928, è uno degli artisti più celebrati al mondo, e malgrado la sua veneranda età, ci allieta e delizia, con i suoi concerti, in tour nelle più grandi città degli Stati uniti e dell'Europa.
Tutte le notizie, le date dei concerti, la biografia e quant'altro li trovate nel sito: "bacharachonline.com/" Vi consiglio inoltre la pagina Facebook molto frequentata dagli appassionati del grande Maestro: "the music of burt bacharach - Italian Official Fans Club"

Elvis il Re del rock

Il giorno 8 gennaio 1935, sotto il segno del capricorno, in una piccola abitazione a Tupelo, Mississipi, nasce la leggenda del rock: il suo nome è Elvis Aaron Presley. La sua infanzia è povera e difficile: a soli sei anni - narra le leggenda - Elvis spasima per una bicicletta che purtroppo (o per fortuna) è molto cara, così la madre Gladys decide di regalargli per il suo compleanno una chitarra trovata in un negozio dell'usato del valore di 12 dollari e 95 centesimi. Questo gesto fa nascere in Elvis la passione per la sei corde e per la musica tanto da rimanere ore ed ore ad ascoltare i gospel e gli spiritual cantati nella chiesetta vicino casa. A 13 anni si trasferisce con la famiglia a Memphis dove frequenta l'area di maggior cultura nera della città. Nessuno però scommette un centesimo sull'avvenire del giovane ragazzo che comincia a lavorare come camionista ostentando un enorme ciuffo imbrillantinato sulla fronte. Negli Stati Uniti qualcosa sta per accadere, il conformismo e la moralità delle vecchie generazioni cominciano a scricchiolare, niente di meglio per un giovane bianco che propone musica ed eccentricità da nero. Sam Phillips, della Sun Records, ascolta un brano di Elvis in un sottoscala e ne rimane folgorato; sborsa 4 dollari e firma il primo contratto con Presley: un piccolo investimento per una vera gallina dalle uova d'oro. I primi brani lo dimostreranno subito Agli inizi della sua carriera, il 3 aprile 1956, Elvis prende parte ad uno degli spettacoli TV più visti, il Milton Berle Show; 40 milioni di spettatori assistono entusiasti alle sue esibizioni, ma i milioni sono davvero molti per quanto riguarda i suoi guadagni e per le dimensioni di vendita dei suoi dischi. Anche il cinema si occupa di Elvis: arriverà a girare 33 film. Il primo lanciò anche la memorabile "Love me tender" che fece amare Presley per la sua voce profonda e terribilmente romantica. Elvis "the Pelvis", come lo chiamavano i suoi fans a proposito dei suoi piroettanti movimenti del bacino, all'apice della sua carriera sembrava un mito intramontabile: ovunque ragazzine in delirio pronte a lanciare gridolini isterici e indumenti intimi; le cronache di quegli anni narrano di una polizia in perenne difficoltà per garantire l'incolumità di Elvis dopo ogni concerto fino a permettergli di tornare sano e salvo nella sua Graceland, un edificio coloniale a Memphis circondato da un grande parco. Da una vecchia chiesetta sconsacrata Graceland è stata trasformata nella sua reggia: gli architetti con qualche milione di dollari hanno creato un palazzo reale, degno di un re, tutt'oggi splendida meta turistica. Elvis non nascose mai il suo lato più ingenuo di fanciullo mai cresciuto, tanto che un giorno disse: "da bambino ero un sognatore; leggevo un fumetto e diventavo l'eroe di quel fumetto, vedevo un film e diventavo l'eroe di quel film; ogni cosa che ho sognato è diventata 100 volte più vera". Il 24 marzo del 1958 viene arruolato e destinato in un centro d'addestramento in Texas con il numero di matricola US53310761; un servizio militare anomalo, sotto la costante presenza di giornalisti, fotografi e giovani fans che assediano ogni sua libera uscita; si congeda il 5 marzo 1960, torna sul palco e duetta con Frank Sinatraal "Welcome Home Elvis". La morte della madre Gladys è un brutto colpo per l'equilibrio emotivo: il forte legame troncato bruscamente diventa causa di malesseri e stati d'ansia. Ma il Re è tutt'altro che sconfitto; un giorno incontra una ragazzina 14enne, Priscilla figlia di un capitano dell'aviazione statunitense aggregato alle forze della NATO stanziate in Germania; un colpo di fulmine che il 1 maggio 1967 diventa un matrimonio. Esattamente 9 mesi dopo, il 1 febbraio 1968, nasce Lisa Marie (che sposerà il re del pop, Michael Jackson). Dopo otto anni di assenza dalle scene nel 1968 Elvis torna protagonista di concerti live con lo spettacolo " Elvis the special Comeback": torna vestito di pelle nera con lo stesso carisma e la stessa energia che hanno caratterizzato e catturato le generazioni durante il decennio precedente. Nel 1973 entra nella storia della televisione e dello spettacolo, con "Aloha from Hawaii via satellite", uno special che trasmesso in 40 paesi raggiunge più di un miliardo di spettatori. Il 12 febbraio 1977, inizia una nuova tournée che si conclude il 26 giugno. Deciso a prendersi un periodo di riposo, torna nella sua casa a Memphis. E' un giorno di piena estate quando viene ricoverato d'urgenza al Baptist Memorial Hospital; i medici lo dichiarano morto per aritmia cardiaca: sono le 15,30 del 16 agosto 1977.

Ma Elvis è veramente morto? 

Sono in molti ad avere questo dubbio; così capita che la leggenda ogni tanto segnali la presenza di un tranquillo pensionato molto simile a Elvis a New York, a Los Angeles piuttosto che su una spiaggia caraibica. Sicuramente Elvis non è morto per chi lo ha tanto amato e continua a renderlo l'uomo dello spettacolo che guadagna di più; in una speciale classifica dedicata ai guadagni post-mortem, Elvis stacca personaggi del calibro di Bob Marley, Marilyn Monroe e John Lennon. Solo nel 2001 Elvis Presley ha guadagnato 37 milioni di dollari. Di Elvis, Bob Dylan ha detto: "La prima volta che ascoltai Elvis mi fece sentire come se finalmente fossi riuscito ad evadere da una prigione, ma la cosa veramente curiosa è che in vita mia non ero mai stato messo in una prigione". 

Oggi i tributi dedicati ad Elvis Presley sono innumerevoli e, come si addice ad un vero mito, chiunque può star certo che la sua leggenda non morirà mai.

La dipendenza dal successo

Whitney Elizabeth Houston nasce a Newark il giorno 9 agosto 1963.

Nel 2008 il Guinness dei primati ha dichiarato Whitney l'artista più premiata e popolare al mondo. Ha dominato la scena canora dal 1980 al 1990 vendendo circa 55 milioni di dischi. Oprah Winfrey le ha affibbiato il soprannome "The Voice" - che fu in campo maschile di Frank Sinatra - per la potenza della sua voce. Le sue vendite complessive di album, singoli e video conta oltre 170 milioni di copie. E' facile forse capire come la depressione che l'ha colpita negli anni successivi e la caduta nel tunnel della tossicodipendenza possano avere a che fare anche con la gestione di un tale enorme successo planetario. A questi si aggiungono i problemi familiari, durati a lungo, che l'hanno portata poi a divorziare nel 2006 dal marito cantante Bobby Brown (sposato nel 1992), tra l'altro accusato di maltrattamenti già nel 1993. Nello stesso anno, e dopo un aborto spontaneo, nel 1993 dà alla luce la figlia, Bobbi Kristina Houston Brown. In campo cinematografico Whitney Houston è celebre la sua partecipazione al fianco di Kevin Costner nel film "Bodyguard" del 1992 che la consacra definitivamente. Tra i suoi più grandi successi ci sono "I wanna dance with somebody" (brano di esordio), "I will always love you", "How will I know" e "Saving all my love for you". Ricordiamo anche "One Moment in Time", inno delle Olimpiadi di Seoul 1988. Whitney Houston muore all'età di 48 anni, il giorno 11 febbraio 2012: il suo corpo viene trovato esanime al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles, dove si trovava per partecipare al party dei Grammy Awards. Si era convertita all'Islam solo pochi giorni prima.

Il Re Lucertola, un poeta prestato alla musica

James Douglas Morrison, o semplicemente Jim, com'è sempre stato per i suoi fan che ancora gli portano fiori sulla sua tomba parigina, nasce a Melbourne, in Florida, Usa, l'8 dicembre del 1943. Cantautore, icona del rock, poeta, leader carismatico della band The Doors: probabilmente il gruppo rock americano più importante della storia. Ha incarnato simbolicamente la contestazione giovanile sessantottina deflagrata dall'ateneo di Berkeley e giunta poi in tutta Europa, diventando per tutti una delle icone della rivoluzione di costumi degli anni '60, la quale ha trovato il suo sbocco politico nelle contestazioni pacifiste contro la guerra in Vietnam. Profeta della libertà, ha pagato con la vita i suoi eccessi, fatalmente contrassegnati dall'abuso di alcole e droghe. Jim Morrison è, con il chitarrista Jimi Hendrix e la cantante Janis Joplin, uno dei tre rocker caduti nella cosiddetta "maledizione della J", caratterizzata dalla morte per tutti e tre i musicisti all'età di 27 anni e in circostanze mai del tutto chiare. Autoproclamatosi il Re Lucertola, icona sessuale evocante Dioniso, divinità delirante e senza regole, Jim Morrison è stato anche e soprattutto un poeta, con due raccolte di versi di discendenza beat, ancora oggi lette e apprezzate non solo dai suoi fan, ma anche da una certa critica senza paraocchi. A lui e al suo nome si legano brani ormai storici del rock, come "The End", "Break on Through (To the Other Side)", "Light My Fire", "People are strange", "When the music's over", "Waiting for the sun" e "L.A. Woman". Nel 2008 inoltre, il cantante statunitense è stato posizionato al 47° posto tra i 100 migliori cantanti di sempre, stando alla nota rivista Rolling Stone. Un contributo importante al mito di Jim Morrison inoltre, lo ha dato senz'altro il regista Oliver Stone, con il suo film "The Doors", uscito nel 1991 e molto apprezzato dal pubblico. Nella parte del cantante troviamo l'attore Val Kilmer. Profeta della libertà, ha pagato con la vita i suoi eccessi, fatalmente contrassegnati dall'abuso di alcole e droghe. Jim Morrison è, con il chitarrista Jimi Hendrix e la cantante Janis Joplin, uno dei tre rocker caduti nella cosiddetta "maledizione della J", caratterizzata dalla morte per tutti e tre i musicisti all'età di 27 anni e in circostanze mai del tutto chiare. Il 3 luglio del 1971, al n. 17 di rue de Beautreillis, a Parigi, Jim Douglas Morrison muore in circostanze mai chiarite, nella sua abitazione, trovato senza vita nella vasca da bagno.

The Voice

Frank Sinatra nasce a Hoboken, nello stato del New Jersey, il 12 dicembre 1915. Vive un'infanzia dura e umile: la madre Dolly, di origini liguri (Tasso nel comune di Lumarzo), fa la levatrice e il padre Martin, pugile dilettante di origini siciliane(Palermo), è vigile del fuoco. Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili. Cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino e strillone. A sedici anni, ha una sua band, i Turk. Frank Sinatra passa alla storia come 'The Voice', per il suo inconfondibile carisma vocale. Durante la sua carriera incide più di duemiladuecento canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo. Aspetti della sua vita privata si riscontrano proprio nei suoi tanti film di successo. Famoso latin lover, si sposa quattro volte: la prima a ventiquattro anni, con Nancy Barbato, dal 1939 al 1950, dalla quale ha tre figli: Nancy, Frank Jr. e Christina che, all'epoca della separazione, hanno rispettivamente undici, sette e tre anni. Poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), di botte e di litigi. Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr. Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate. La sua stella non conosce ombre. Per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx. Ma la stampa continua, anche negli ultimi anni, ad attribuirgli flirt: da Lana Turner a Marilyn Monroe, da Anita Ekberg ad Angie Dickinson. Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr. Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate. La sua stella non conosce ombre.  Solamente tra il 1947 ed i primi anni '50, attraversa una breve crisi professionale dovuta ad un malore che colpisce le sue corde vocali; il momento di appannamento viene superato brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'Oscar come Migliore Attore non Protagonista. Tra le tante accuse mosse all'interprete più famoso del secolo, come da molti viene considerato, quella di legami con la mafia. Soprattutto con il gangster Sam Giancana, proprietario di un Casinò a Las Vegas. Ben più sicuri, i nomi dei suoi più cari amici: da Dean Martin a Sammy Davis Jr, a Peter Lawford. La canzone che forse più lo rappresenta nel mondo è la famosissima "My way", ripresa da moltissimi artisti, e rivisitata in moltissime versioni. Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande showman, vi è un regalo speciale per i suoi ottant'anni, nel 1996: per i suoi occhi blu, l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti, cui The Voice è abituato. L'omaggio si è ripetuto in occasione della sua morte avvenuta il 14 maggio 1998.

L'anima in nero

Steveland Hardaway Judkins (Morris dopo l'adozione), in arte Stevie Wonder, nasce a Saginaw nel Michigan (USA) il 13 maggio 1950. E' il massimo esponente della "Soul Music", anche se non è da sottovalutare anche il suo apporto alla musica più strettamente rock. Dotato di una voce singolare, coinvolgente e immediatamente riconoscibile, è anche polistrumentista compositore. Nella sua carriera vanta centinaia di collaborazioni, fra cui basti ricordare quelle con Jeff Beck e Paul Mc Cartney. Divenuto cieco nei primi giorni di vita a causa di un guasto nell'incubatrice in cui era stato messo quando aveva solo poche ore di vita, Stevie Wonder ha mostrato fin da subito uno straordinario talento musicale, probabilmente acuito proprio dalla mancanza della vista. Di fatto, è uno dei più precoci geni della storia del rock, genere musicale che vede spesso fiorire i suoi talenti ad un'età più matura. Wonder, invece, ha cominciato ad entrare in sala di registrazione a soli undici anni, per poi seguire come "sessioni man", solo due anni dopo, addirittura i Rolling Stones in concerto. A finaco di questi impegni di strumentista e di esecutore, intanto, sviluppava un suo proprio repertorio, sfogando la sua inesauribile vena compositiva, diventando in poco tempo uno degli artisti di punta della casa discografica Motown Records (leggendaria etichetta della musica nera; non a caso, si parla spesso anche di "stile Motown"). Il suo primo successo commerciale è del 1963, anno che vede l'uscita del live "Fingertips (Part 2)". Nel 1971 pubblica "Where I'm Coming From" e "Music Of My Mind", dando il via a una nuova era nel panorama della musica soul. Assieme a Sly Stone e Marvin Gaye, Wonder è uno dei pochi autori Rithm'and Blues i cui album non sono delle collezioni di singoli ma delle coese affermazioni artistiche. Nei due lavori successivi, "Talking Book" e "Innervisions", la sua musica si è fatta più innovativa con testi che trattano tematiche sociali e razziali in modo eloquente e incisivo. Stevie Wonder ha in seguito raggiunto l'apice della popolarità con "Fulfillingness' First Finale" del 1974 e "Songs In The Key Of Life" del 1976. Tre anni più tardi esce l'ambizioso e sfortunato "Journey Through The Secret Life Of Plants" seguito nel 1980 da "Hotter Than July" grazie al quale, oltre alle ottime recensioni, ottiene un disco di platino. Negli anni '80 però la sua produzione artistica subisce una drastica frenata, nonostante l'uscita di occasionali hit come "I Just Called to Say I Love You" scritta per il film "Woman in Red" del 1984 (con il quale si aggiudica un Premio Oscar come migliore canzone). Nel 1991 scrive la colonna sonora del film di Spike Lee "Jungle Fever" mentre, nel 1995 pubblica l'eccellente "Conversation Peace". In anni più recenti, Stevie Wonder è stato al centro di alcuni studi chirurgici nel tentativo di donargli la vista. Purtroppo, a tutt'oggi, questo sogno rimane ancora lontano per il musicista nero, costretto a vivere in un eterno buio, illluminato solo dalla sua splendida musica. Alla fine del 2014 è nata la figlia Nyah, e Stevie è diventato papà per la nona volta.

Ruvide poesie in ruvide note

Patricia Lee Smith nasce a Chicago il giorno 30 dicembre 1946. E' già ragazza madre quando scrive poesie. Vive con cinque dollari al giorno, dormendo in metropolitana o sulle scale esterne degli edifici. Per anni lavora un po' come commessa in un negozio di libri, un po' come critica in una rivista musicale. Poi riesce a entrare nel giro degli intellettuali newyorkesi (Andy Warhol, Sam Shepard, Lou Reed, Bob Dylan). A ventotto anni entra nel mondo della musica, dapprima con timidi "readings" di poesia e suoni (assieme al chitarrista Lenny Kaye) poi con singoli di etichette indipendenti. Incide un un album, prodotto da John Cale, nel 1975 dal titolo "Horses". Si presenta con una voce passionale e inebriata, dolente e febbrile, nonchè una visionaria qualità poetica e un solido rock elettrico che qualcuno definirà addirittura "punk", anche se il termine avrebbe poi preso altri risvolti con il dilagante successo di Sex Pistols e altre band britanniche. Di fatto basterebbe solamente il suo primo disco per dire che Patti Smith ha incarnato una delle figure femminili più importanti della storia del rock. I suoi riferimenti prediletti sono i cantici di Allen Ginsberg, la recitazione jazz di Jack Kerouac e le poesie di William Burroughs. Ma il suo faro è Arthur Rimbaud, il primo poeta punk": a lui dedica il secondo album, "Radio Ethiopia", così intitolato perché l'Etiopia fu la seconda patria di Rimbaud. Nel 1978 incontra Bruce Springsteen: dal loro incontro nasce "Because the night", canzone d'amore bellissima e disperata per amanti in fuga che Springsteen aveva scritto un anno prima. Mentre quest'ultimo sta completando le registrazioni dell'album "Darkness on the edge of town", Patti Smith si trova nello studio di fianco per registrare il suo terzo disco "Easter". Non riuscendo a inserirla nella propria scaletta, Springsteen regala la canzone all'amica che ne riscriverà il testo ne darà un'interpretazione poetica femminile tale da far entrare il pezzo nell'eterna storia del rock mondiale. Per quattro anni, fino al 1979, Patti è la regina di un rock colto e innovativo, che ammalia i critici. Nel suo quarto album "Wave" inserisce una foto di Papa Luciani assieme alla scritta "la musica è riconciliazione con Dio". Nel 1979 quindi, dopo un tour che viene accolto trionfalmente anche in Italia, Patti Smith a sorpresa annuncia il suo ritiro dalle scene musicali: sposa Fred "Sonic" Smith, chitarristadella band "MC5", con il quale avrà due figli: Jackson (nato nel 1981) e Jessica (nata nel 1987). Torna a pubblicare un disco nel 1988, "Dream of life", a cui seguono altri anni di silenzio. Gli anni '90 sono caratterizzati da profondo dolore: perde il grande amico pianista Richard Sohl, il compagno della bohème giovanile Robert Mapplethorpe, il fratello Tod e anche il marito Fred, quest'ultimo deceduto a causa di un attacco di cuore. Torna a dedicarsi alla musica completando l'album che con Fred Smith da tempo progettava. Chiude il lavoro nel 1996: il disco si intitola "Gone again".Negli anni successivi continuerà a lavorare regolarmente, creando musica e presenziando su numerosi palcoscenici di tutto il mondo (nel 2005 è ospite speciale di "Rockpolitik", trasmissione tv di Adriano Celentano). Le canzoni di Patti Smith mirano ai dolori e alle follie del mondo: l'invasione cinese del Tibet, il Vietnam, Madre Teresa di Calcutta e il mito di Ho Chi Minh, a cui Patti dedica il suo album del 2000, "Gung Ho". Nel disco "Trampin'", del 2004, appare la figlia Jessica. Tra i brani contenuti c'è "Radio Baghdad", canzone improvvisata in studio con il nuovo compagno Oliver Ray, in cui Patti immagina una mamma irachena che canta una ninna nanna al figlio, in una notte illuminata dalle bombe. Nel 2005, in occasione del trentesimo anniversario di "Horses", il suo primo album, pubblica una nuova versione del disco che comprende due cd: uno rimasterizzato e un intera versione suonata dal vivo alla Royal Festival Hall di Londra. Nel 2007 Patti Smith viene annoverata tra le celebrità della "Rock and Roll Hall of Fame"; poi pubblica un nuovo album composto da cover, dal titolo "Twelve", in cui reinterpreta leggendarie canzoni di mostri sacri quali Jimi Hendrix, Nirvana, Rolling Stones, Jefferson Airplane, Bob Dylan, Neil Young e Stevie Wonder. Il 3 maggio 2017, l'Università degli studi di Parma le conferisce la laurea magistrale ad honorem in "lettere classiche e moderne".

Paul Simon 

E' un cantautore statunitense celebre per aver scritto e cantato canzoni celeberrime insieme all'amico Art Garfunkel, con il quale ha formato un duo musicale folk per molti anni. Quella che segue è una biografia della coppia che racconta nel contempo anche la vita e la carriera solista di ognuno dei due. L'incontro tra Paul Simon e Art Garfunkel Paul Simon nasce a Newark, nel New Jersey, il 13 ottobre del 1941. Art Garfunkel nasce a Forest Hills, New York, meno di un mese più tardi, il 5 novembre dello stesso anno. Tutti e due hanno origini ebraiche, e tutti e due vivono in una zona residenziale della periferia di New York, Forest Hills, a pochi isolati di distanza. Frequentano la stessa scuola elementare, ed è proprio al periodo delle elementari che può essere fatto risalire il loro primo spettacolo in pubblico. Si tratta di una recita scolastica che riprende "Alice nel Paese delle Meraviglie", di Lewis Carroll, nel quale Paul Simon veste i panni del Bianconiglio, mentre Art Garfunkel interpreta lo Stregatto. L'esordio come Tom & Gerry. Successivamente i due si iscrivono alla Forest Hills High School e cominciano a suonare insieme, facendosi chiamare come Tom e Jerry, riprendendo il famoso cartone animato di Hanna e Barbera. Paul sceglie lo pseudonimo di Jerry Landis, mentre Art sceglie quello di Tom Graph. La coppia prende dichiaratamente spunto dallo stile degli Everly Brothers, e inizia a scrivere canzoni originali a partire dal 1957. Riescono a incidere il primo brano, intitolato "Hey, schoolgirl", per l'etichetta Big Records. Il singolo si rivela un discreto successo, venendo pubblicato sia come 45 giri che come 78 giri (proponendo "Dancin' Wild" sul lato B). Entra nella top 50 delle classifiche di Billboard, vendendo più o meno 100mila copie. Con lo stesso pezzo, per altro, Simon e Garfunkel prendono parte ad "American Bandstand", festival in cui suonano anche il celebre brano di Jerry Lee Lewis "Great Balls of Fire". La prima metà degli anni '60 Sempre con il nome d'arte di Tom e Jerry, Simon e Garfunkel incidono tra il 1958 e la prima metà degli anni Sessanta diverse altre canzoni, ma non riescono a ottenere il successo fatto registrare con il primo disco. Nel frattempo Art Garfunkel frequenta la Columbia University, mentre Paul Simon segue i corsi del Queens College di New York. Lo stesso Simon nel 1963 ha l'occasione di suonare prima con Bob Dylan e in seguito con Carole King, tornando alla ribalta nel mondo folk e facendo ascoltare all'amico Art alcuni suoi pezzi. Tra questi vi sono "He Was My Brother" e "Bleecker Street". L'anno successivo Simon & Garfunkel pubblicano con la Columbia Records il loro primo disco, "Wednesday Morning, 3 A.M.". L'album comprende una versione acustica di una delle loro più celebri canzoni, "The Sound of Silence". Vi sono poi altre quattro canzoni originali. C'è, inoltre, "He Was My Brother", che viene dedicata a Andrew Goodman, un amico della coppia di cantanti, già compagno di scuola di Simon e attivista per i diritti civili, ucciso quell'anno nella Contea di Neshoba. Il disco, tuttavia, si rivela - almeno in un primo momento - un fallimento dal punto di vista delle vendite. Anche per questo motivo la coppia si separa di nuovo. Il successo tardivo di The Sound of Silence. Paul Simon va in Inghilterra e registra nella primavera del 1965 "The Paul Simon Songbook", un disco da solista. Quell'estate, intanto, le stazioni radio di Gainesville e di Cocoa Beach, in Florida, ricevono sempre più richieste per trasmettere il brano "The Sound of Silence", che così viene conosciuto sempre di più, fino a Boston. Con Simon al di là dell'Oceano Atlantico, il produttore del disco Tom Wilson decide di aggiungere la batteria e la chitarra elettrica alla registrazione del brano originale, per poi pubblicarlo di nuovo come singolo. Il pezzo raggiunge, così, la top 40 nelle classifiche di vendita Usa, fino ad arrivare al primo posto. Gli anni d'oro di Simon & Garfunkel Saputo dell'imprevisto successo del suo brano, Paul Simon decide di tornare in America e di ricomporre il duo con Art Garfunkel. Da questo momento in avanti la coppia realizzerà diversi dischi destinati a entrare nella storia della musica americana e mondiale. Si comincia il 17 gennaio del 1966, con la pubblicazione di "Sounds of Silence", album che riprende il nome del brano. L'LP tra l'altro comprende diversi pezzi provenienti da "The Paul Simon Songbook". Tra questi, "Leaves That Are Green" e "I Am A Rock", questa volta rielaborati con strumenti elettrici. L'anno seguente il duo si occupa della composizione della colonna sonora di un film di Mike Nichols, "Il laureato". Grazie a questo lavoro Paul Simon si aggiudica un Grammy Award. La canzone "Mrs. Robinson", aiuta a rendere celeberrimo il film, che vede protagonisti un giovane Dustin Hoffman e Anne Bancroft. Nel marzo del 1968 viene dato alle stampe il disco "Bookends", che include "Mrs. Robinson" e "America". Una nuova separazione tra Simon e Garfunkel. Poco dopo Art Garfunkel comincia a lavorare come attore. I film in cui appare sono "Comma 22" (1970) e "Conoscenza carnale" (1971), entrambe diretti da Mike Nichols (lo stesso regista de Il laureato). I suoi impegni in questo campo finiscono per infastidire Paul Simon. Il legame nella coppia inizia a deteriorarsi. Le ultime esibizioni di Simon & Garfunkel insieme risalgono alla fine degli Anni Sessanta, con i concerti di Oxford, nell'Ohio, e di Carbondale, nell'Illinois. I filmati di tali show vengono mostrati in "Songs of America". Si tratta di uno speciale televisivo contrastato dagli sponsor. Il motivo del contrasto risiede nelle posizioni assunte dal duo di cantanti, contrari alla guerra degli Stati Uniti in Vietnam. Il 26 gennaio del 1970 viene pubblicato l'ultimo album del duo, intitolato "Bridge over Troubled War", con il singolo omonimo che diventa uno dei 45 giri di maggior successo commerciale dell'intero decennio. Nel disco sono presenti anche "El Còndor Pasa" e "The Boxer". Simon & Garfunkel negli anni '70. Così, Simon e Garfunkel si separano, anche se nel 1972 la compilation "Greatest Hits" fatta uscire dalla casa discografica ottiene un successo notevole. Il duo Simon & Garfunkel non si ricostituirà mai ufficialmente, anche se non mancheranno le occasioni in cui i due cantanti torneranno sul palco di nuovo insieme. Accade, per esempio, nel 1972, con un concerto tenuto al Madison Square Garden per supportare George McGovern, candidato alla presidenza americana, o nel 1975, con la partecipazione al "Saturday Night Live", trasmissione comica della Nbc in cui verranno suonate "Scarborough Fair" e "The Boxer". Sempre nello stesso periodo, inoltre, i due pubblicano insieme anche "My Little Town", singolo che sale subito in top ten. Mentre Art Garfunkel si dedica sia alla recitazione che alla musica, Paul Simon si concentra solo nel secondo campo. Per altro la sua è una carriera da solista che gli regala più di una soddisfazione. Nel 1973 registra il disco "There Goes Rhymin' Simon". Questo è seguito un paio di anni più tardi da "Still Crazy After All These Years". Io volevo cantare altri tipi di canzoni che "Simon & Garfunkel" non avrebbero fatto. [...] La rottura ha avuto a che fare con una naturale deriva, proprio mentre stavamo diventando più anziani e le vite separate diventavano sempre più individuali. Non ci siamo consumati con registrazioni ed esecuzioni. Abbiamo avuto altre attività. Non c'era una grande pressione che ci faceva stare insieme, se non quella dei soldi. Ma ciò esercitava poca influenza su di noi. Non avevamo bisogno di soldi. (PAUL SIMON). Gli anni '80, '90 e 2000. Il 19 settembre 1981 è una data storica per la carriera del duo. Simon e Garfunkel si riuniscono per un concerto gratuito a New York, a Central Park. All'evento partecipano oltre 500.000 persone. Pochi mesi più tardi, il 16 febbraio 1982, viene pubblicato un album live dell'evento. Si tratta probabilmente di uno dischi live più noti del XX secolo: The Concert in Central Park. Nel 1983 Paul Simon registra l'album "Hearts and Bones". Nel 1986 tocca a "Graceland". In questi anni Art Garfunkel recita nei film "Il lenzuolo viola" (1980), "Good to Go" (Short Fuse, 1986), "Boxing Helena" (1993) e "The Rebound - Ricomincio dall'amore" (2009). Nel 1990 Simon e Garfunkel suonano insieme in occasione della cerimonia per l'inserimento dei loro nomi nella Rock and Roll Hall of Fame. Tre anni dopo, i due tengono a New York una ventina di concerti, oltre ad alcuni show di beneficenza tra cui quello al Bridge School Concerts. Nel 2003 la coppia si riunisce di nuovo esibendosi all'apertura della cerimonia dei Grammy Awards con "The Sound of Silence". Nella circostanza i due ricevono il premio Grammy alla carriera, il Grammy Lifetime Achievement Award. Negli anni anche Garfunkel ha registrato una serie di dischi da solista, con fortune alterne.

Il suo nome e la sua musica sono leggenda: scopriamo tutte le sfumature della storia di Bruce Springsteen. Ecco chi è, dalle origini al successo...

Il mondo lo conosce come The Boss, soprannome che lo ha reso celebre e indimenticabile. Ogni live è un successo, ogni apparizione televisiva un momento imperdibile per i fan. Ma chi è davvero Bruce Springsteen, una volta che si spengono le luci del palco? The Boss si chiama esattamente Bruce Frederick Joseph Springsteen, nome contratto artisticamente nel più 'accessibile' Bruce Springsteen. La sua data di nascita è 23 settembre 1949, segno zodiacale Bilancia. Springsteen è originario di Long Branch, New Jersey, ed è uno dei più famosi cantautori e chitarristi del rock internazionale. Sono stati gli anni '70 e '80 a consacrare la sua fama mondiale, insieme alla band che lo ha accompagnato spesso nei suoi live (la E Street Band). Alcuni dei suoi album sono dei veri e propri capisaldi del genere: da Born to Run a Darkness on the Edge of Town, passando per capolavori come The River e Born in the U.S.A. Bruce Springsteen Chi è la moglie di Bruce Springsteen? Bruce Springsteen è sposato con una sua collaboratrice, membro della E Street Band. Si tratta di Vivienne Patricia Scialfa, meglio nota come Patti Scialfa. Anche lei cantante e chitarrista, anche lei originaria di Long Branch (dove è nata nel 1953), è la donna a cui The Boss ha dedicato una delle sue canzoni, Red Headed Woman. Dalla moglie, Sprinsteen ha avuto tre figli: Evan James, Jessica Rae e Samuel Ryan. La relazione con la Scialfa sarebbe iniziata durante la crisi coniugale del cantautore, precedentemente sposato con la modella Julianne Phillips (da cui ha divorziato nel 1989). Il matrimonio con atti Scialfa si è tenuto nel 1991. Quel che molti non sanno è che Scialfa, che ha origini siciliane (il padre, Joseph Scialfa, era originario di Catania), ha esordito come corista del futuro marito, nel lontano 1984... 12 curiosità su Bruce Springsteen -Tutte le canzoni di Born to Run sono state originariamente composte per pianoforte. -Springsteen ha appoggiato la campagna elettorale di John Kerry e Barack Obama. -La sua discografia è imponente, e in oltre 40 anni di carriera ha registrato la vendita di più di 65 milioni di dischi! -Tra i premi ricevuti, 20 Grammy e un Oscar! Il suo apporto alla cultura americana da esportare nel mondo gli è valso il Kennedy Center Honors. -Il soprannome 'The Boss' ha origini incerte. Secondo una suggestiva ipotesi, salito al rango di leader della E Street Band, sarebbe stato lui a distribuire i cachet ai musicisti a fine concerto, meritando l'appellativo di 'Capo'. C'è un'altra tesi, secondo cui 'Boss' gli sarebbe stato imposto da alcuni amici per la sua abilità nel gioco del Monopoli! -Prima di essere chiamato Boss, era noto come 'The Doctor', pseudonimo che gli sarebbe stato attribuito per la band Dr. Zoom, che ha dato origine alla costola della E Street. -Tra i suoi dischi, 8 sono stati inseriti tra i 500 migliori della storia da Rolling Stone, e 3 dei suoi brani tra le 500 migliori canzoni di tutti i tempi... -L'asteroide 23990, scoperto nel 1999, porta proprio il suo nome! -La chitarra apparsa nella cover dell'album Born to Run gli sarebbe costata appena 185 dollari! Strumento usato anche in un live e in una compilation dei più grandi successi della star... -Il testo del brano Born to Run, scritto di suo pugno, è stato battuto all'asta per una cifra astronomica: 197mila dollari! -Secondo Forbes, nel 2017 The Boss è stato uno dei più grandi paperoni del rock, con un patrimonio stimato in 75 milioni di dollari! -Su Instagram è seguitissimo e ama condividere immagini e video delle sue esibizioni.

Il grande chansonnier 

Charles Aznavour nasce il 22 maggio 1924 a Parigi. Cantante, cantautore e attore figlio di immigrati armeni, il suo vero nome è Shahnour Vaghinagh Aznavourian. Nella sua lunghissima carriera ha collezionato i soprannomi di "Frank Sinatra della Francia", o anche "Charles Aznavoice"; ha registrato dischi e cantato in sei lingue differenti, esibendosi in tutti gli angoli del globo. I genitori lo inseriscono nel mondo teatrale parigino in giovanissima età. Già dall'età di nove anni assume nome d'arte di Aznavour. Il colpo di fortuna arriva quando viene scoperto da Edith Piaf, che lo porta in tournée in Francia e negli Stati Uniti. La maggior parte delle oltre 1.000 canzoni scritte e cantate di Aznavour parlano d'amore. Alla base del suo rapido successo mondiale c'è sicuramente il fatto di essere poliglotta: Aznavour canta infatti in lingua francese, inglese, italiana, spagnola, tedesca e russa. All'attività di cantautore Aznavour ha affiancato una carriera di attore di tutto rispetto che lo ha portato a recitare in oltre 60 pellicole: l'esordio arriva nel 1960 in "Tirate sul pianista", di François Truffaut. Altre partecipazioni da ricordare sono "And then there were none" (1974, tratto da un romanzo di Agatha Christie) e "Ararat" (2002, del regista armeno Atom Egoyan). Tra le innumerevoli star internazionali con cui ha duettato ricordiamo Liza Minnelli, Compay Segundo e Celine Dion. In Italia ha collaborato con Iva Zanicchi, Mia Martinie Laura Pausini. Spesso impegnato per azioni umanitarie e raccolte benefiche, moltissimo ha fatto per l'Armenia, suo paese d'origine: dal 1995 è Ambasciatore itinerante dell' Armenia presso l'Unesco, dal 2004 è Eroe nazionale dell'Armenia, dal 2009 è ambasciatore dell'Armenia in Svizzera. Tra i numerosissimi riconoscimenti ricevuti in carriera c'è anche la Legion D'Onore francese. Ha scritto due libri autobiografici: "I giorni prima. Il mio palcoscenico, la mia vita" (2004) e "A voce bassa" (2010). Charles Aznavour si è spento alla veneranda età di 94 anni il 1° ottobre 2018, a Mouriès, in Francia. 

Aretha Franklin

Era la "regina del soul" e la più grande cantante di sempre.

Aretha Franklin, la più grande cantante di tutti i tempi secondo molti giudizi della storia, è morta a 76 anni a casa sua a Detroit, dopo i gravi problemi di salute avuti negli ultimi mesi, sui quali non aveva fornito molti dettagli. Franklin, passata alla storia come "regina del soul", era una delle più celebri personalità della cultura popolare del Novecento, una di quelle talmente famose da essere chiamate soltanto per nome. Tra gli anni Sessanta e Settanta incise alcune delle più famose canzoni soul di sempre, come "Respect", "Think" e "You Make Me Feel (Like A Natural Woman)", e collaborò e duettò praticamente con chiunque valesse la pena collaborare e duettare. Tra le molte cose che fece, una di quelle ricordate con più affetto fu l'apparizione nel film The Blues Brothers, nei panni di una proprietaria di fast food severa e spigolosa. L'anno scorso aveva annunciato la sua decisione di smettere quasi completamente di esibirsi dal vivo, e all'inizio di quest'anno aveva dovuto cancellare alcuni concerti - tra cui uno a Newark per il suo 76esimo compleanno - su suggerimento dei medici. Franklin cominciò a cantare gospel nel coro della New Bethel Baptist Church di Detroit, dove suo padre era pastore, e a 18 anni aveva già firmato un contratto con la Columbia, etichetta con cui ebbe i primi successi prima di sfondare sotto la Atlantic alla fine degli anni Sessanta. Nella sua lunghissima carriera vinse 18 premi Grammy e vendette decine di milioni di dischi, diventando tra le altre cose la prima donna a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987. Nacque il 25 marzo 1942 a Memphis, in Tennessee, da un padre predicatore e una madre pianista e cantante. Ma a cinque anni si trasferì con la famiglia a Detroit, poco prima che sua madre se ne andasse a Buffalo lontano dal marito, ormai diventato una celebrità religiosa, ma anche un alcolista, violento e infedele. Dalla metà degli anni Cinquanta, Franklin seguì il padre in tour per gli Stati Uniti, cantando e suonando il piano al suo seguito. Fu qui che cominciò a mettere in mostra la sua voce straordinaria, con un'estensione e un'intonazione rari e il timbro caldo e profondo che la contraddistinse per tutta la carriera. Registrò le prime canzoni a 15 anni, quando aveva già partorito il suo secondo figlio (il primo lo aveva avuto a 12 anni). Lasciò la scuola, ma insieme a quella religiosa la sua prima adolescenza le trasmise anche una coscienza politica, che prese forma intorno alle discriminazioni quotidiani che doveva vivere una donna afroamericana. Negli anni successivi sarebbe diventata amica di Martin Luther King, che aiutò a organizzare la Marcia su Washington. Nel 1968 cantò "Precious Lord" al suo funerale. Il suo primo disco soul con la Columbia uscì nel 1961 con il nome di Aretha: With The Ray Bryant Combo, che ebbe un discreto successo, ma fu soprattutto negli anni seguenti, con alcune canzoni più pop, che si fece un nome. Nel 1966 cambiò etichetta, e fece bene: con la Atlantic portò la sua prima canzone tra le prime dieci nella classifica di Billboard, "I Never Loved a Man (The Way I Love You)", e il disco omonimo la fece sfondare. Nel 1968, con Lady Soul e Aretha Now, diventò presto uno dei più grandi nomi della musica soul: contenevano canzoni come "I Say a Little Prayer" e "Chain of Fools", ancora oggi tra le sue più famose. "Respect" e "Think", la prima una cover di Otis Redding, diventarono degli inni del femminismo e dei diritti degli afroamericani. A giugno di quell'anno, Franklin finì sulla copertina di Time. Assieme al successo, negli anni Sessanta arrivarono anche i primi esaurimenti nervosi che l'avrebbero accompagnata per tutta la sua vita, dovuti al suo primo, violento marito o ai problemi che le dava il padre. Negli anni successivi cominciarono anche i primi problemi di salute, legati a frequenti drastiche perdite di peso, a periodi di dipendenza dall'alcol e al suo incallito tabagismo. Gli anni Settanta furono quelli di "Spanish Harlem" e "Day Dreaming", e di dischi come Spirit in the Dark e Gifted & Black. Negli anni Ottanta e Novanta, quando la musica soul aveva perso la popolarità trasversale dei decenni precedenti, Franklin continuò a sfornare dischi e a collaborare con alcuni dei più grandi nomi del jazz e del pop mondiale, da George Benson a George Michael, presenziando a cerimonie ufficiali, concerti commemorativi ed eventi speciali, dal Super Bowl alla cerimonia di insediamento di Barack Obama nel 2009. Nel 1998, il tenore italiano Luciano Pavarotti avrebbe dovuto cantare ai Grammy, ma si diede malato: con un preavviso di venti minuti, Franklin cantò al posto suo "Nessun dorma", della Turandot di Giacomo Puccini. Tutto spostandosi in auto: aveva molta paura di volare, e non prese nessun aereo tra il 1982 e il 2016, quando secondo alcuni giornali volò da Detroit a Chicago. Negli ultimi anni aveva avuto diversi problemi di salute, ma aveva smentito di aver avuto diversi problemi di salute, ma aveva smentito di aver avuto un cancro al pancreas come avevano scritto molti giornali

Bob Marley e ... i canti di jah 

Robert Nesta Marley nasce il 6 Febbraio 1945, nel villaggio di Rodhen Hall, distretto di St.Ann, sulla costa Nord della Giamaica. E' il frutto della relazione tra Norman Marley, capitano dell'esercito inglese, e Cedella Booker, giamaicana. "Mio padre era un bianco, mia madre nera, io sono in mezzo, io sono niente" - era la sua risposta preferita quando gli domandavano se si sentisse un profeta o un liberatore - "tutto quello che ho è Jah. Così non parlo per liberare i bianchi o i neri, ma per il creatore". Alcuni critici, tra cui Stephen Davis, autore di una biografia, hanno sostenuto che per molti anni Marley visse da orfano e che proprio questa condizione è la chiave per capire una sensibilità poetica fuori del comune (nelle interviste, il cantante è sempre stato esplicito sulla negatività della sua infanzia). "Non ho mai avuto padre. Mai conosciuto. Mia madre ha fatto dei sacrifici per farmi studiare. Ma io non ho cultura. Soltanto ispirazione. Se mi avessero educato sarei anche io uno sciocco"."Mio padre era... come quelle storie che si leggono, storie di schiavi: l'uomo bianco che prende la donna nera e la mette incinta"; "Non ho mai avuto un padre e una madre. Sono cresciuto con i ragazzi del ghetto. Non c'erano capi, solo lealtà uno verso l'altro". Da queste parole emergono due concetti fondamentali del credo rasta: l'odio verso Babilonia, ossia l'inferno in terra, il mondo occidentale bianco, la società oppressiva in contrapposizione con l'Etiopia, terra madre che un giorno accoglierà la gente di Jah, il Dio rasta - e verso la cultura imposta dal regime. E' nel ghetto di Trenchtown, tra gli Israeliti - come si autodefinivano gli abitanti degli slums identificandosi con le dodici tribù del Vecchio Testamento - che il giovane Marley coltiva la sua ribellione, anche se la musica non è ancora lo strumento scelto per veicolarla. Quando Marley scopre il rock provocatorio di Elvis Presley, il soul di Sam Cooke e Otis Redding e il country di Jim Reeves, decide di costruirsi da sé una chitarra. L'improvvisato strumento rimane amico fedele fino all'incontro con Peter Tosh, che possedeva una vecchia e scassata chitarra acustica. Marley, Tosh e Neville O'Riley Livingston costituiscono il primo nucleo dei "Wailers" (che significa "coloro che si lamentano"). "Ho preso il nome dalla Bibbia. Quasi in ogni pagina ci sono storie di persone che si lamentano. E poi, i bambini piangono sempre, come se reclamassero giustizia". E' da questo momento che la musica di Marley entra in simbiosi con la storia del popolo giamaicano. L'esodo di Bob Marley alla testa della gente di Jah inizia grazie al fiuto di Chris Blackwell, fondatore della Island Records, principale esportatore di reggae nel mondo. Si trattava di veicolare il reggae dei Wailers fuori dalla Giamaica: per fare questo, si pensò di "occidentalizzare" il suono con l'uso di chitarre e sapori rock quel tanto che basta per non snaturarne il messaggio dato che, soprattutto per i giamaicani, il reggae è uno stile che vuole condurre alla liberazione del corpo e dello spirito; è una musica impregnata, almeno per come l'ha concepita Marley, di un profondo misticismo. Le radici del reggae, infatti, affondano nella schiavitù della gente di Giamaica. Quando Cristoforo Colombo, nel secondo viaggio verso il Nuovo Mondo, sbarcò sulla costa nord di St. Ann trovò ad accoglierlo gli indiani Arawak, un popolo pacifico dal ricchissimo patrimonio di canti e danze. Bob Marley & The Wailers continuarono ad espandere il loro successo prima con "Babylon By Bus" (registrazione di un concerto a Parigi), poi con "Survival". Alla fine degli anni settanta Bob Marley And The Wailers erano la più famosa band della scena musicale mondiale, e infransero i record di vendite discografiche in Europa. Il nuovo album, "Uprising", entrò in ogni classifica europea. La salute di Bob, però, andava peggiorando e, durante un concerto a New York, quasi svenne. La mattina dopo, il 21 Settembre 1980, Bob andò a fare jogging con Skilly Cole a Central Park. Bob collassò e fu riportato in albergo. Alcuni giorni più tardi fu scoperto che Bob aveva un tumore al cervello e che, secondo i medici, non gli restava più di un mese di vita. Rita Marley, la moglie, voleva che il tour venisse cancellato, ma lo stesso Bob insistè moltissimo per continuare. Così tenne un meraviglioso concerto a Pittsburgh. Ma Rita non poteva essere d'accordo con questa decisione Bob ed il 23 Settembre il tour definitivamente fu cancellato. Bob fu trasportato da Miami al Memorial Sloan-Kettring Cancer Center di New York. Lì i medici diagnosticarono un tumore al cervello, ai polmoni ed allo stomaco. Bob fu trasportato di nuovo a Miami, dove fu battezzato Berhane Selassie nella Chiesa Ortodossa Etiopica (una chiesa cristiana) il 4 novembre 1980. Cinque giorni dopo, nell'ultimo disperato tentativo di salvargli la vita, Bob fu trasportato in un centro di trattamento in Germania. Nello stesso ospedale tedesco Bob passò il suo trentaseiesimo compleanno. Tre mesi dopo, l'11 maggio 1981, Bob morì in un ospedale di Miami. Il funerale di Bob Marley in Giamaica, tenutosi il 21 maggio 1981, potrebbe essere paragonato al funerale di un re. Centinaia di migliaia di persone (compresi il Primo Ministro ed il leader dell'opposizione) parteciparono al funerale. Dopo il funerale il corpo fu portato al suo luogo di nascita, dove si trova tutt'ora all'interno di un mausoleo, divenuto ormai un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per la gente di tutto il mondo.

Emy, La diva e i suoi demoni

Amy Jade Winehouse nasce il giorno 14 settembre 1983 a Enfield (Middlesex), in Inghilterra. Cresce a Southgate, quartiere a nord di Londra, dove la sua famiglia (di origine ebreo-russe) è composta dal padre farmacista e dalla madre infermiera. Già in tenera età Amy dimostra di preferire la musica allo studio: fonda a scuola (la Ashmole School) a soli dieci anni un piccolo gruppo rap amatoriale che - anche come si evince facilmente dal nome - si ispira al modello delle Salt'n'Pepa: il gruppo di Amy si chiama "Sweet'n'Sour".

A dodici anni frequenta la Sylvia Young Theatre School, ma a tredici viene espulsa per il suo scarso profitto, ad aggravare la situazione è anche il suo trasgressivo piercing al naso. Frequenta poi la Brit School di Selhurst (Croydon). A sedici anni Amy Winehouse ha già imboccato la strada del professionismo vocale: viene scoperta da Simon Fuller, noto e astuto ideatore di "Pop Idol": Amy viene quindi messa sotto contratto dall'agenzia di management "19 Entertainment", che le procura un contratto discografico con la Island Records. L'esordio discografico arriva nel 2003 con l'album "Frank": subito il lavoro riscuote ottimi successi sia di critica che di pubblico. Con le sue oltre 300.000 copie vendute ottiene un disco di platino. La ricetta vincente sembra essere il mix delle sofisticate sonorità jazz/vintage e soprattutto la particolare voce calda e convincente di Amy. La sua voce appare infatti "nera" e molto più matura di quanto la sua giovane dovrebbe far supporre. Il singolo "Stronger than me", composto dalla stessa Amy Winehouse assieme al produttore Salaam Remi, le fa vincere un "Ivor Novello Award", prestigioso premio inglese riservato ad autori e compositori. Amy è tuttavia inquieta e insoddisfatta (anche di natura?) e i risultati del lavoro musicale le sembrano troppo "manipolati in studio"; può essere certo un'opinione di una persona con poca esperienza, ma considerata l'età c'è da dire che l'artista sembra avere già le idee molto chiare sulle sue aspirazioni musicali. Accade allora che Amy Winehouse decide di prendersi un lungo periodo di pausa artistica durante il quale resta comunque sulle pagine dei giornali (sia testate musicali che scandalistiche) in virtù di una serie di gaffe, incidenti e intemperanze, che purtroppo hanno a che fare con la sua dedizione per droghe e alcol. Le crisi depressive dell'artista si fanno sempre più frequenti: comincia a perdere drasticamente peso e la propria silhouette si trasforma. Torna in pubblico con un nuovo lavoro musicale (e con quattro taglie in meno) alla fine del 2006. Il un nuovo disco si intitola "Back to black" e si ispira a Phil Spector e alla Motown, nonchè alla musica dei gruppi vocali femminili degli anni '50 e '60. Il produttore è ancora Salaam Remi, affiancato da Mark Ronson (già produttore di Robbie Williams, Christina Aguilera e Lily Allen). Il singolo estratto dall'album è "Rehab" (che parla dei temi di cui Amy è stata vittima) che proietta subito il disco nella top ten inglese, facendole vedere la vetta all'inizio del 2007. Al disco seguono numerosi premi e riconoscimenti tra cui un Brit Award come migliore artista femminile britannica. L'Independent pubblica un articolo sulla depressione, in cui Amy Winehouse viene citata come clinicamente affetta da psicosi maniaco-depressiva che rifiuta le cure. Lei ammetterà di aver sofferto di disordini alimentari (anoressia e bulimia). I problemi legati a droga e alcol sembrano non terminare. Fidanzata con Blake Fielder-Civil, si sposano nel mese di maggio del 2007 a Miami (Florida), ma anche la nuova situazione famigliare non la porta verso una condotta di vita tranquilla: nell'ottobre del 2007 viene arrestata in Norvegia per possesso di marijuana, un mese dopo alla manifestazione celebrativa "MTV Europe Music Awards" sale per due volte sul palco in apparente stato confusionale, all'inizio del 2008 circola online un video dove la cantante fuma del crack. Ai Grammy Awards 2008 (gli Oscar della musica) di Los Angeles trionfa vincendo quattro premi; peccato però che non avendo ricevuto il visto per entrare negli USA, ha dovuto partecipare alla serata cantando da Londra.

Leonard Cohen, La voce calda di un rasoio

Cantante ma anche autore e poeta, il canadese Leonard Cohen nasce a Montreal, in Quebec, il 21 settembre 1934. Conclusi gli studi si trasferisce a New York. Poi si trasferisce in Grecia e nei primi anni '60 pubblica due romanzi, "The favourite game" (1963) e "Beautiful Losers" (1966). Continua a girare il mondo: passa alcuni anni in un monastero buddista californiano assumendo il nome di Jikan, che significa "il silenzioso"; vive a Cuba durante il periodo della rivoluzione; poi torna a New York. Nel suo libro di poesie "The Parasites of Heaven" compaiono alcuni testi (tra cui la celebre "Suzanne") che successivamente diventeranno canzoni. Solo nel 1966 grazie alla sua canzone "Suzanne" inizia a conoscere il successo a livello musicale. Grazie all'incoraggiamento dell'amica Judy Collins, cantautrice, decide di pubblicare il suo primo disco. E' il 1968 e il disco si intitola semplicemente "Songs of Leonard Cohen": l'album riscuote subito un buon successo. I lavori successivi sono "Songs from a Room" (1969), "Songs of love and hate" (1971) e "Live songs" (dal vivo). Poi entra in un periodo di crisi personale dal quale esce pochi anni più tardi con la pubblicazione di "New skin for the old ceremony" (1974). Alla fine degli anni '80 vive in California, a Los Angeles. Dopo l'apocalittico "The Future" (1992) Cohen decide di ritirarsi di nuovo in un monastero buddista in California; trascorre così un periodo di meditazione e si prende cura dell'anziano maestro Roshi, dal 1993 fino al 1999. Dopo quasi dieci anni di silenzio discografico la sua casa discografica pubblica i dischi live "Cohen Live" (1994) e "Field Commander Cohen" (2000, registrazioni di concerti del 1978), e "More Greatest Hits" (1997). Dopo il 2000 si rimette al lavoro con la sua vecchia collaboratrice Sharon Robinson e pubblica all'età di 67 anni l'album "Ten New Songs" (2001). Tra i brani più celebri di Cohen vi sono: "The famous blue Raincoat", "The Partizan", "So long Marianne", "Chelsea Hotel #2", "Sisters of Mercy", "Hallelujah" (resa ancor più famosa da molteplici cover, ed in particolare da quella di Jeff Buckley) e "Bird on a Wire". Qualcuno ha definito la calda e inconfondibile voce di Leonard Cohen come la voce "di un rasoio arrugginito". Cohen è autore di liriche toccanti e arrangiatore eclettico. Per alcuni ha rivoluzionato addirittura la figura del cantautore avvicinandolo al poeta. Sin dagli anni '60 ha lavorato come compositore per l'industria cinematografica e televisiva: la sua più importante collaborazione è stata "Assassini nati" (Natural Born Killers, 1994), per il regista Oliver Stone. Leonard Cohen prima della nota relazione sentimentale con l'attrice Rebecca De Mornay, ha avuto dall'artista Suzanne Elrod il figlio Adam nel 1972, che ha seguito le orme professionali del padre diventando un cantante e Lorca, nata nel 1974, così chiamata per la passione verso il poeta Federico Garcia Lorca. Si spegne all'età di 82 anni, a Los Angeles, il 10 novembre 2016.

The Genius

Ray Charles Robinson nasce ad Albany, Georgia il 23 settembre del 1930. Inizia fin da piccolo a cantare in chiesa ma intorno ai cinque anni accusa gravi problemi alla vista, che nel giro di pochi mesi lo porteranno alla cecità. "The genius", come viene ribattezzato da chi lo conosce bene fin dai suoi esordi, crea il suo primo gruppo, il "McSon Trio" nel 1947, sullo stile del celebre "Nat King Cole trio". Ray Charles non poteva che ispirarsi a questo gigante della musica, colui che da più parti viene indicato come il vero apripista della musica soul, autore di canzoni memorabili come "I got the woman" o "Unforgettable". Tutti brani che dimostrano come King Cole riuscì a trasformare la musica gospel (di tradizione fondamentalmente religiosa), in qualcosa di laico ma di altrettanto spirituale. Tutti aspetti che hanno influenzato profondamente l'evoluzione artistica di "The genius" che, grazie al suo grande talento vocale, riusciva a trasformare qualsiasi canzone (che fosse blues, pop o country), in un'esperienza intima e interiore. Il primo disco, "Confession Blues" (per la Swingtime) è del 1949. Le trasformazioni iniziano quando Ray Charles partecipa alla session di Guitar Slim che darà vita all'eccellente "The things I used to do". Il suo primo grande successo, "I got a woman" (1954) è un esempio lampante di quelle qualità sopra descritte, poi bissato da numerosi altri brani fra i quali è doveroso menzionare "Talkin' bout you", "This little girl of mine" e "Hallelujah I love her so". In tutti questi pezzi, Charles si fa interprete di uno dei più significativi mutamenti nell'evoluzione e nella storia della Black Music, con uno stile che lo avvicina molto al mondo del jazz e della pratica dell'improvvisazione. Non a caso memorabili rimangono alcune sue performance a rinomati Festival jazz, pullulanti di intenditori dalle orecchie preparatissime pronti a stroncare impietosamente chiunque non sia all'altezza delle loro aspettative. In seguito Ray Charles è approdato a lidi più soft, virando la sua musica verso uno stile pop-orchestrale che lo ha allontanato quasi definitivamente da quelle caratteristiche da lui stesse forgiate. Grandi Hit dell'epoca sono la magica "Georgia on my mind" e "I can't stop loving you" del 1962. Intorno alla metà degli anni '60 è tormentato da problemi fisici e guai con la legge causati dal consumo di droga pesante iniziato ai tempi di Seattle e interrotto definitivamente proprio in questi anni. Nel 1980 ha partecipato al film cult "The Blues Brothers" (film cult di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd), pellicola che ha rilanciato non poco la sua immensa figura. Poi qualcosa si deve essere rotto dentro di lui: per parecchio tempo il genio del soul è mancato dal palcoscenico così come dalle sale d'incisione, riproponendo solo saltuariamente le perle del passato e costringendo i fan a rivolgersi alla sua discografia, comunque ricca, composta da decine di dischi. Si è spento il 10 giugno 2004 a Beverly Hills, California, all'età di 73 anni, per le complicazioni di una malattia al fegato.

Anima e voce

Aretha Louise Franklin nasce a Memphis il 25 marzo 1942. Suo padre è un predicatore battista, la cui fama raggiunge tutti i confini degli Stati Uniti. I figli del reverendo Franklin vengono educati con una solida cultura religiosa, tuttavia non riesce ad evitare la separazione dalla moglie, e madre di Aretha, Barbara Siggers. Mentre il figlio maschio Vaughn rimane con la madre, Aretha (allora aveva sei anni) con le sorelle Carolyn ed Erma va a vivere a Detroit con il padre, dove cresce. Le sorelle cantano nella chiesa dove il padre accoglie i suoi quasi cinquemila fedeli; Aretha suona anche il piano durante le funzioni religiose. La futura cantante resta precocemente incinta per ben due volte: il primo figlio Clarence nasce quando Aretha ha solo tredici anni; dà poi alla luce Edward, a quindici anni. Riguardo il suo futuro Aretha Franklin ha le idee chiare ed è determinata a voler entrare nel mondo della musica come professionista: a soli quattordici anni incide la sua prima canzone per la JVB/Battle Records. Negli anni Cinquanta incide ben cinque album, anche se di scarso successo, ispirandosi ad artiste come Mahalia Jackson, Clara Ward e l'amica di famiglia Dinah Washington. Dimostra grande passione per il gospel e parallelamente si esibisce in club jazz di Detroit, imponendosi con la sua voce giovane, fresca e al tempo stesso energica, tanto da vantare un'estensione di quattro ottave. Viene notata da John Hammond, produttore discografico e talent-scout. Nel 1960 Aretha Franklin firma un contratto con la Columbia Records, ma il repertorio esclusivamente jazz che le viene imposto, le tarpa in qualche modo le ali. Nei primi anni Sessanta riesce a portare al successo alcuni 45 giri, tra i quali "Rock-a-bye Your Baby with a Dixie Melody". Nel 1962 si unisce in matrimonio con Ted White, che diventa suo manager alla Columbia Records. Passata all'Atlantic Records nel 1967, i suoi nuovi lavori si vestono del genere soul tanto che in breve tempo viene le viene affibbiato il soprannome "The Queen of Soul" (la Regina del Soul). Grazie alla fama internazionale che acquisisce diventa personaggio-simbolo di orgoglio per le minoranze di colore americane, soprattutto con la sua interpretazione del brano "Respect" di Otis Redding, che diventa un inno dei movimenti femministi e per i diritti civili. In questi anni Aretha Franklin domina le classifiche e vince diversi album d'oro e di platino. Nel 1969 si separa da Ted White. Il 20 gennaio 2009 canta a Washington alla cerimonia di insediamento del 44º Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, in diretta tv mondiale e davanti a più di due milioni di persone. Lo Stato del Michigan ha ufficialmente dichiarato la sua voce una meraviglia della natura. Nel 2010 gli viene diagnosticato un cancro al pancreas; malata, si ritira dalle scene nel 2017; Aretha Franklin si è spenta a Detroit il 16 agosto 2018 all'età di 76 anni. 

Van Morrison

(George Ivan Morrison, Belfast, 1945) Cantante e compositore nordirlandese. Nato in una famiglia modesta appassionata di musica, da bambino ha imparato a suonare il flauto, il sassofono, il pianoforte e l'armonica, e ha formato il suo primo gruppo, Gli Sputnik, a scuola. Nel 1961 lasciò la scuola e si unì come sassofonista alla band The Monarchs, che suonò nei bar di Belfast e con la quale fece il salto a Londra. Il gruppo fu ingaggiato per un tour in Germania, trionfato con adattamenti di temi di James Brown , Ray Charles , Little Richard, Fats Domino o Elvis Presley e venne a registrare un singolo a Colonia. Nel 1964 fondò Them, un gruppo con una diretta devastante che registrò due album, The angry young Them (1965) e Them again (1966). Il primo includeva Gloria , una canzone che sarebbe diventata nel corso degli anni un classico che molti altri artisti hanno cantato. La band ha intrapreso un tour negli Stati Uniti, dove, in una performance a Los Angeles, Them ha avuto il sostegno di The Doors, formazione guidata da Jim Morrison. I due Morrison, Van e Jim, suonarono insieme una versione di Nell'ora della mezzanotte , di Wilson Pickett.  Morrison si stabilisce negli Stati Uniti dove iniziò la sua carriera da solista con la registrazione di Astral Weeks (1968), considerato uno dei migliori album nella storia del rock. La coppia Morrison visse a Woodstock, dove il contatto con la cultura hippie sfociò in un secondo album, Moondance (1970), intriso dell'amore per la natura e della gioia di vivere, seguito lo stesso anno da Van Morrison, la sua band e il coro di strada . Sempre nel 1970 nacque la sua unica figlia, Shana Caledonia; la famiglia si trasferì in California, dove Van Morrison registrò, nel suo studio, Tupelo Honey (1971), Saint Dominic's Preview. Nel 1073 Tornò in Irlanda per un tour di concerti trionfale e separato da Janet Planet. Nel 1974 ha registrato in California il suo primo live, It's Too Late to Stop Now , e nello stesso anno è tornato nel suo studio di casa per montare Veedon Flence . Nel 1976 suonò nel concerto d'addio di The Band, che sarebbe stato immortalato dal regista Martin Scorsese nel film The Last Waltz (1978). Dopo un tour negli Stati Uniti per promuovere il suo nuovo album, A Period of Transition. Nel 1977, si stabilì definitivamente in Inghilterra, dove registrò Wavelength. Nel 78 Van Morrison iniziò quindi a ritagliarsi la sua reputazione come scontrosa;riluttante alle interviste, si è comportato come un tiranno con i suoi musicisti ed era contro ogni tipo di lavoro promozionale. Allo stesso tempo, l'ammirazione per lui cresceva tra i suoi colleghi di professione e tra il pubblico. In Into the Music. Nel 1079 iniziò ad esplorare alcune preoccupazioni religiose che lo avrebbero condotto all'esercito nella Chiesa di Scientology negli anni ottanta. Anche il suo modo di cantare ha adottato toni mistici, vicini all'estasi e simili a un ruggito, che ha portato il critico a battezzarlo come "il leone di Belfast". Ha poi registrato in France Common One (1980), che è stato seguito, durante gli anni ottanta, Beautiful Vision (1982), Inarticulate Speech of the Heart (1983), A Sense of Wonder (1985) e No Guru, No Method, No Teacher (1986), album in cui ha inscenato la sua rottura con Scientology. Il suo approccio al blues e al jazz era sempre più evidente, come si è visto in Poetic Champions Compose (1987), con il sassofono di Morrison come protagonista. Nel 1988 ha registrato un album di musica tradizionale irlandese , Irish Heartbeat , con The Chieftains. Successivamente, Avalon Sunset (1989), Enlightment (1990), il doppio album Hymns to the Silence (1991), Too Long in Exile (1993) e il live A night in San Francisco (1994) furono il preludio al suo palcoscenico principale successo popolare e commerciale, con successivi tour mondiali, partecipazione ai più prestigiosi festival jazz e collaborazioni con artisti come John Lee Hooker , Bob Dylan e Ray Charles. Sentimentalmente legata a Michelle Rocca, Miss Irlanda nel 1980, ha goduto del successo mondiale di Days Like This (1995), in cui la figlia Shana ha collaborato, ma è fuggita di nuovo in prima linea con il jazz How How Long Been Been On ( 1996) e con Tell Me Something (1996), collezione di versioni di American Mose Allison. Morrison avrebbe continuato a mantenere il suo ritmo di lavoro praticamente di un album all'anno con The Healing Game (1997), un ritorno al suono dei 50; The Philosopher's Stone (1998), una raccolta di canzoni scartate dagli album precedenti; Back on Top (1999), un nuovo successo commerciale; il diretto The Skiffle Sessions (2000) e il disco della versione You Win Again (2000), con la cantante country Linda Gail Lewis. La sorella del famoso Jerry Lee Lewis lo citò in giudizio un anno dopo per discriminazione sessuale; Sebbene gli avvocati di entrambe le parti abbiano in seguito raggiunto un accordo, Linda lo ha accusato di maltrattare i suoi musicisti, licenziarla ingiustamente e rovinargli la vita. Down the Road (2002), un gioioso tributo ai classici del blues e What's Wrong With This Picture? (2003), registrato con l'etichetta Blue Note, sono state le sue ultime registrazioni fino a quando, a sessant'anni, ha pubblicato Magic Time (2005). Pay the Devil (2006), Keep It Simple (2008) e Born to Sing: No Plan B (2012) sono per il momento i titoli più recenti della sua ampia discografia.

Cat Stevens Un lungo viaggio

Nato a Londra il 21 luglio 1947 da genitori greco-svedesi, Steven Georgiou, in arte Cat Stevens, entra nel mondo del folk nel 1966 scoperto da Mike Hurst, ex Springfield. Il giovane Stevens nutre interesse per la musica popolare greca e le prime canzoni riflettono le sue origini, anche se senza dubbio influenzate da contaminazioni inglesi e americane. Mike Hurst produce dunque il primo singolo per la Deram, "I love my dog", cui fanno seguito due discreti successi nel 1967: la famosa "Matthew and son" (n.2 in classifica) e "I'm gonna get me a gun". Iì primo album, "Matthew and son", procura a Cat Stevens una notevole pubblicità grazie anche a due brani portati al successo da altri artisti: "The first cut is the deepest" (P.P Arnold) e "Here comes my baby" (Tremeloes). Il momento di grazia è confermato da una serie di tour inglesi con artisti dal nome altisonante quali Jimi Hendrix e Engelbert Humperdinck. Alla fine del 1967 tuttavia Stevens subisce una profonda crisi spirituale: è stanco di fare la pop-star, disilluso dalle false promesse garantite da quel ruolo e refrattario ad ulteriori compromessi. Inoltre soffre di una grave forma di tubercolosi che lo costringerà a restare lontano dalle scene per due anni. Durante questo periodo di riposo forzato la sua creatività rimane comunque sempre accesa. Scrive parecchie canzoni, stavolta però con un taglio decisamente più impegnato. Il materiale che ne esce sarà la base del primo album del decennio che si sta aprendo, gli anni '70, il famoso "Mona Bone Jakon", poi rivelatosi grande successo di critica e di pubblico. Le bislacche composizioni post beat che lo avevano fatto conoscere nel decennio precedente lasciano il posto a delicati acquarelli d'autore, cantati con voce suadente e semplice accompagnamento (il chitarrista Alun Davies è il suo più fido collaboratore). La formula si rivela felice e dopo aver sbancato con la celebre Lady D'Arbanville si ripete con "Tea for Tillermann" e soprattutto con la celeberrima "Father & Son", apologo strappacuore sul rapporto fra la vecchia e la nuova generazione. La buona fortuna di Cat Stevens prosegue almeno fino alla metà dei '70, con facili armonie che si rifanno alla tradizione (non solo britannica, ma anche a quella della mai dimenticata Grecia): "Moming has broken", "Peace train" e "Moonshadow" sono i pezzi più celebri del periodo. Col tempo il repertorio si fa più ricercato (forse troppo), con orchestrazioni e uso degli strumenti elettronici che pesano sulla delicata vena originale. La critica mette in rilievo questa involuzione ma Stevens ha l'aria di non curarsene. Vive fuori dal "giro" rock, addirittura in Brasile (si dice per motivi fiscali) tiene rarissimi concerti e devolve buona parte dei suoi guadagni all'Unesco. Il distacco dalle cose del mondo non è solo misantropia ma un radicato segno di spiritualità. Nel 1979 Stevens lo dimostra in maniera clamorosa, convertendosi alla religione musulmana e spogliandosi di ogni bene (anche dei molti dischi d'oro guadagnati nel corso della carriera). Di lui, ormai ribattezzato Yosef Islam secondo il nuovo credo, si sono perse le tracce, se non per fugaci apparizioni 

La classe di Phil Collins

Phil Collins nasce il 30 gennaio 1951 a Londra. Inizia la sua carriera con la band dei Flaming Youth prima di entrare a far parte dei Genesis come batterista. Suona con loro a partire dall'album NURSERY CRIME (1970), divenendone il leader e il cantante dopo l'abbandono di Peter Gabriel (1974). All'attività con i Genesis Collins ha sempre affiancato una discreta quantità di lavoro come produttore (Frida, Philip Bailey, John Martyn, Eric Clapton, Howard Jones) e come cantante, tanto come batterista in un gruppo jazz rock, i Brand X, che come solista, con una serie di album realizzati a partire dal 1981. Il debutto è segnato da FACE VALUE, seguito l'anno successivo da HELLO, I MUST BE GOING e da NO JACKET REQUIRED (1985). Dopo la colonna sonora del film BUSTER Collins decolla verso il successo con il multimilionario ...BUT SERIOUSLY, che viene seguito dall'ottimo live SERIOUS HITS... LIVE!. Negli anni '90 arrivano BOTH SIDES e DANCE INTO THE LIGHT, prima dell'avventura jazz con la big band immortalata dal live ONE HOT NIGHT IN PARIS. Nel 1999 Collins si sposa con la giovane Orianne, da cui l'anno successivo ha un figlio, Nicholas. Nel 2002 esce TESTIFY, il nuovo album di inediti. Successivamente, nel 2004, Collins intraprende un primo "tour d'addio" ai palchi, dichiarando di voler continuare a fare musica, ma con i suoi ritmi. A fine 2006, dopo una lunga serie di voci, viene finalmente annunciata la reunion dei Genesis, che ha luogo nell'estate 2007, toccando anche l'Italia con un concerto gratuito al Circo Massimo a Roma. Nel settembre del 2010 esce GOING BACK, un album di cover tutte di marca Motown, la prestigiosa etichetta statunitense di soul music. Un tributo dell'artista alla musica che tanto ha amato e con la quale è cresciuto nella Londra degli anni Sessanta. Nel 2011 annuncia ufficialmente, dopo altre affermazioni in passato, di ritirarsi dalle scene, nonostante il grande successo del suo ultimo disco, GOING BACK, che raggiunge la vetta della classifica inglese. Nel maggio 2015 Collins firma un contratto con la Warner Music Group per la rimasterizzazione dei suoi otto album solisti e la pubblicazione di materiale inedito. Nell'ottobre dello stesso anno il musicista annuncia ufficialmente il suo ritorno sulle scene 

Storia del Rock in un solo nome: Robert Plant

Robert Anthony Plant nasce a West Bromwich, città della contea delle West Midlands, in Inghilterra, il giorno 20 agosto 1948. Cresce ad Halesowen, nel Worcestershire. Adolescente, rimane colpito dalla scoperta della musica blues e rock 'n' roll. Viene assorbito da questa passione tanto che sviluppa una grande devozione per Elvis Presley. Quando Robert Plant ha solo quindici anni, il padre - di professione ingegnere - lo accompagna spesso al Seven Stars Blues Club di Stourbridge, dove il figlio si esibisce con la "Delta Blues Band" ed i "Sounds of Blue", proponendo rivisitazioni di Muddy Waters ed altri grandi classici del blues. Il giovane Plant lascia la famiglia a soli diciassette anni: accumula esperienza entrando a far parte di diversi gruppi di Birmingham, tra cui i "New Memphis Bluesbreakers" ed i "Black Snake Moan". Durante la sua militanza nella band "The Crawling King Snakes", nel 1965 conosce e fa amicizia con un il batterista John Bonham. Il legame con Bonham, sia artistico che di amicizia, durerà a lungo negli anni a venire. I due amici si ritrovano ancora assieme nella "Band of Joy" nel 1967, fondendo il loro amore per il blues con le nuove vibrazioni psichedeliche provenienti dalla West Coast californiana. Nel 1966 Robert Plant coglie un'opportunità e incise per la CBS il suo primo 45 giri come cantante del trio soul "Listen," una cover di "You Better Run" degli Young Rascals; il disco vede sul lato B il pezzo "Everybody's Gonna Say", un brano in cui è coautore. Tra la fine del 1966 ed il 1967 la CBS pubblica, questa volta con il nome "Robert Plant", altri due 45 giri, "Our Song/Laughin', Cryin', Laughin'" e "Long Time Coming/I've Got A Secret". Per un breve periodo Plant forma addirittura un duo con Alexis Korner, il primo bluesman inglese assieme a Cyril Davies. I due effettuano diverse registrazioni assieme. In quel periodo Plant inizia anche a cantare in un gruppo chiamato "Hobbstweedle", formazione folk rock che combina elementi blues, psichedelici e tematiche fantastiche che si ispirano a "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien, opera di cui Plant è grande appassionato. Nel 1968 Robert Plant viene contattato dal chitarrista Jimmy Page per entrare a far parte dei nascituri Led Zeppelin. Robert diventa voce solista e autore, contribuendo in maniera determinante alla nascita dell'heavy metal, genere di cui il gruppo è comunemente ritenuto iniziatore. I Led Zeppelin segnano l'inizio di un'epoca musicale nuova: il successo di vendite dei dischi è clamoroso, così come il pubblico che partecipa numeroso ai concerti. il 24 settembre 1980, i Led Zeppelin si sciolgono definitivamente Nel 2008 la rivista Rolling Stone colloca Robert Plant al quindicesimo posto nella Lista dei 100 più grandi cantanti di tutti i tempi.

Woodstock compie 50 anni: hippie birthday al festival che ha cambiato la storia

Quattro giorni di pace, amore, droga e fango. La fotografia di un'epoca e di un evento che ha cambiato per sempre la storia della musica Un trionfo artistico, un evento epocale e un disastro finanziario: sono queste le tre facce del festival musicale più importante di sempre, quello che ha cambiato definitivamente la cultura e l'iconografia della musica dal vivo.

Fino quei leggendari giorni dell'agosto 1969 (15,16,17 e 18) nessun organizzatore di eventi aveva mai osato sfidare apertamente nel nome delle "buone vibrazioni" le leggi del caos e della sicurezza. La tempesta perfetta si realizzò grazie all'incontro tra le suggestioni hippie di Alex Lang (manager di gruppi rock minori) e Artie Kornfeld (un discografico della Capitol Records) e l'illimitata disponibliità economica di due businessman rampanti in cerca di investimenti ed emozioni forti: l'avvocato Joel Rosenman e l'ereditiero-milionario John Roberts. Il progetto iniziale dei "fantastici quattro" era costruire uno studio di registrazione a Woodstock, dove si era stabilito in pianta stabile Bob Dylan, ma dopo poche ore di conversazione, l'idea della sala d'incisione svanì e il progetto del più grande raduno rock di sempre prese il sopravvento. L'inizio di un sogno diventato storia ma anche di un mare di guai. Che iniziarono a manifestarsi quando, dopo aver stipulato decine di dispendiosi contratti con artisti e band, scoprirono, a una manciata di settimane dallo show, di non avere un luogo dove tenere il concerto. Solo dinieghi e porte in faccia: a Woodstock e dintorni le amministrazioni comunali e la popolazione temevano l'invasione hippie. A salvare l'utopia dei fantastici quattro e dell'intera generazione dei figli dei fiori ci pensò però il proprietario di un caseificio di Bethel, Max Yasgur, che concesse il suo terreno in affitto per la non modica cifra di 75 mila dollari. Fu comunque l'ultima buona notizia per gli organizzatori. Che alla fine della maratona rock si ritrovarono con un buco da due milioni di dollari ripianati solo all'inizio degli anni Ottanta grazie ai proventi dei diritti discografici e cinematografici. Dal pomeriggio del 15 agosto 1969, il suono delle straordinarie quanto indimenticabili performance dei musicisti diventò paradossalmente la colonna sonora di un gigantesco girone infernale. Le sparute recinzioni non riuscirono a contenere la folla e almeno trecentomila persone entrarono gratis nell'area del concerto, le strade che conducevano al festival diventarono inaccessibili con auto in coda per venticinque miglia. Gia dalle prime ore del mattino del 15 agosto gli unici mezzi che consentirono ai musicisti di raggiungere Bethel furono gli elicotteri noleggiati all'ultimo istante (e a caro prezzo) dagli organizzatori. Scarseggiavano i bagni, il cibo, l'acqua e l'assistenza medica (provvidenziale fu l'intervento di centinaia di volontari e abitanti del posto che garantirono cure, coperte, torte e sandwich al mezzo milione di presenti). A complicare il tutto, la pioggia che trasformò il terreno in fango e un'incalcolabile quantità di droga in libera circolazione tra il pubblico e nel backstage dove le bevande di alcuni musicisti vennero "allungate" da manine anonime con allucinogeni di varia natura. Per quattro giorni lo sconfinato prato di Mister Yasgur si trasformò in uno stato nello stato, senza regole e senza polizia. Inferno e paradiso insieme. I media presenti immortalarono il momento: "A Bethel si balla, si canta, ci si denuda, si fa sesso senza inibizioni e non si dorme mai nel nome e nello spirito dello slogan del festival: pace, amore e musica". Tra le rare menti "lucide" in quel contesto, la troupe del regista Michael Wadleigh (di cui faceva parte anche un giovane Martin Scorsese, che trascorse la maggior parte dei quattro giorni del concerto appollaiato su una piattaforma a lato del palco per suggerire ai cameraman chi e che cosa inquadrare) ed Eddie Kramer, il produttore incaricato di registrare l'audio di tutte le esibizioni. "Artisti, manager, security, staff: erano tutti fuori di testa" ricorda Kramer. "A un certo punto un mixer prese fuoco e gli addetti alla sicurezza, in preda all'lsd, iniziarono a danzargli intorno. 'Nessuno lo spegne?' osai chiedere. 'Noi non rubiamo il lavoro alle nuvole' fu la risposta...".  Totalmente anarchico fu il festival e totalmente anarchiche, oltre che eccezionalmente ispirate ed improvvisate, furono le performance degli artisti: Richie Havens, visto che i musicisti prima e dopo di lui non riuscivano a raggiungere Bethel a causa del traffico, suonò per tre ore di fila arrivando ad improvvisare dal nulla un brano, Freedom, diventato uno dei momenti cult di Woodstock. Straordinaria anche la performance degli Who, interrotta dall'irruzione sul palco di un tizio che il chitarrista del gruppo, Pete Townshend, allontanò a colpi di manico di chitarra. E poi ancora Janis Joplin, irresistibile e completamente strafatta al tempo stesso, il virtuosismo magico di Santana e il potente rock soul-funk di Sly and Family Stone saliti in scena alle tre di notte. Fino a Jimi Hendrix, il genio, l'ultimo ad esibirsi alle nove del mattino di lunedì 18 agosto davanti a poche migliaia di reduci (gli altri stremati avevano già preso la via di casa). Quando si sfilò la chitarra, qualche secondo dopo la fine dell'ultima canzone, Woodstock era già storia...

Carlos Santana un timbro inconfondibile

Tra le decine di chitarristi sopraffini che la musica rock ci ha regalato in oltre 50 anni, Carlos Santana è forse il più riconoscibile. Carlos Santana, 71 anni compiuti e che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Un timbro, ma anche un suono inconfondibile: Santana ha inventato un genere, il cosiddetto latin rock, fatto non solo di ritmi latini, ma anche dell'uso debordante di ogni genere di percussione e di sezioni ritmiche piacevolmente ipertrofiche. Un genere che si è portato dietro in tutte le sue band, dove hanno suonato e suonano tuttora artisti fantastici, e che ha influenzato pesantemente la musica pop, in cui lui stesso negli anni ha fatto incursioni sempre più numerose, destando anche qualche perplessità.

Ma a Santana si può perdonare tutto, perché buona parte dei soldini che mette insieme con qualche discutibile comparsata finiscono agli orfani della sua Fondazione Milagro, per cui si è speso e ha speso moltissimo, come pure per i poveri delle cittadine messicane - Autlàn de Navarro e Tijuana - in cui è nato e ha vissuto prima di trasferirsi a San Francisco. Un nuovo modo di suonare, il suo, che il mondo scoprì all'improvviso, in modo clamoroso quando, poco più che ventenne, senza ancora che il primo album fosse arrivato nei negozi, con la sua band, e l'incendiaria maratona strumentale di Soul Sacrifice, firmò una delle più celebri performance di Woodstock. Carlos era nato in Messico, si era fatto le ossa suonando negli strip club di Tijuana, la storica città di confine con la California e poi era cresciuto a San Francisco nel pieno della Summer Of Love. Dopo aver fatto il lavapiatti e il musicista da strada, si era fatto notare al Fillmore West, il leggendario club di Bill Graham, l'uomo che lo porterà a Woodstock. Da perfetto sconosciuto a star in 24 ore: era il 1969 e quell'esplosiva miscela di rock, blues, soul e ritmi latini (mai prima di allora nel mondo del rock qualcuno aveva dato un simile risalto a congas, timbales e alle claves, gli schemi ritmici su cui è costruita la musica latina) ebbe un successo clamoroso, grazie all'album Abraxas e a hit ancora famosissime come Oyo Como Va, Evil Ways, Black Magic Woman. Su queste sezioni ritmiche ipertrofiche spiccava la chitarra di Santana, autore di assoli che tendono a una sorta di estatico «urlo» strumentale e che ha una naturale predilezione per melodie al limite, e qualche volta il limite viene superato, dell'ammiccamento. Due titoli per spiegare il concetto: Samba pa ti e, qualche anno dopo, Europa. Forse il punto massimo di questi inizi di carriera è Lotus, triplo album registrato dal vivo in Giappone nel 1973, dove viene esaltato il ruolo delle percussioni e la vocazione allo spettacolo di Santana, (qui sotto potete ascoltare la travolgente "Toussaint l'Ouverture"). Ben presto con il successo degli anni '70 nella band si cominciarono ad aprire le inevitabili crepe del periodo: troppa droga, liti sulla direzione musicale da prendere, soprattutto il desiderio del leader di non rimanere confinato in una formula e di assecondare la sua passione per il jazz e lo spiritualismo. Nasce così l'incontro con John McLaughlin, con cui produce il celeberrimo Love Devotion and Surrender che precede l'album con Alice Coltrane (vedova di John). Santana, che nel frattempo è diventato un devoto del guru Sri Chinmoy, per un lungo periodo ha voltato le spalle al grande successo, realizzando album più vicini al jazz e alla fusion che al rock, ha approfondito la sua passione per il jazz suonando con i suoi idoli, tipo Herbie Hancock, Ron Carter, Wayne Shorter e Tony Williams (cioè i componenti del quintetto di Miles Davis degli anni '60, uno dei gruppi migliori della storia), ha coltivato più la critica che il pubblico. Quando è tornato sulla strada del rock, il mondo era cambiato anche uno come lui ha dovuto attendere a lungo, vivendo anche un periodo di album non indimenticabili e tournée di medio livello, prima di tornare al successo. Così come era accaduto per il suo folgorante inizio, il grande ritorno di Carlos è avvenuto quasi all'improvviso nel 1999, grazie all'idea di un tycoon dell'industria del disco, Clive Davies, lo stesso che trent'anni prima gli aveva fatto firmare il primo contratto. È di Davies l'idea di fare un album zeppo di ospiti star come Eric Clapton, Lauryn Hill, Wyclef Jean, Dave Matthews, Manà, per citarne solo qualcuno. L'album si intitola «Supernatural e contiene due hit clamorosi, numero uno della classifica di Billboard: Smooth, un pezzo scritto e cantato con Rob Thomas dei Matchbox Twenty e Maria Maria, canzone che ha dato il nome a una catena di ristoranti messicani fondata dall'accorto Carlos. In quell'anno l'album ha venduto 15 milioni di copie (sui 70 milioni venduti da Santana in carriera) solo negli Stati Uniti, ha vinto otto Grammy più tre Latin Grammy ed è il maggior successo commerciale della carriera di Santana che così, più che cinquantenne, è clamorosamente tornato al centro della scena, godendosi una dorata routine di alto livello di cui fa parte anche un progetto con Herbie Hancock, un'infinità di collaborazioni, tra cui Michael Jackson ed Eros Ramazzotti, l'impegno con `l'associazione benefica «Milagro» (da lui fondata) e pure il matrimonio con Cindy Blackman, formidabile batterista jazz che il grande pubblico ha imparato a conoscere con Lenny Kravitz con la quale dal 2010 vive a Las Vegas. il secolo XIX

Soffiando nel vento

Bob Dylan, al secolo Robert Zimmermann, nasce il 24 maggio del 1941 a Duluth, Minnesota (USA). A sei anni si trasferisce a Hibbing, al confine con il Canada, dove inizia a studiare pianoforte e a fare pratica su una chitarra acquistata per corrispondenza. Già a dieci anni scappa di casa, dalla sua cittadina mineraria di confine col Canada per andare a Chicago.

A 15 anni suona in un complessino, i Golden Chords, e nel 1957 al liceo conosce Echo Hellstrom, la Girl From The North Country di qualche anno dopo. Con Echo, Bob divide i primi amori per la musica: Hank Williams, Bill Haley e la sua Rock Around The Clock, un poco di hillbilly e country & western. Frequenta l'università a Minneapolis, nel 1959, e contemporaneamente inizia a suonare nei locali di Dinkytown, il sobborgo intellettuale della città, frequentato da studenti, beat, militanti della New Left e appassionati di folk. Al Ten O'Clock Scholar, un locale poco distante dall'università, si esibisce per la prima volta come Bob Dylan, eseguendo "traditionals", brani di Pete Seeger e pezzi resi popolari da Belafonte o dal Kingston Trio.

A questo proposito, bisogna sfatare la leggenda che vuole il nome "Dylan" mutuato dal celebre poeta gallese Dylan Thomas. In realtà, nella sua stessa biografia ufficiale, il cantante ha dichiarato che, pur ammirando l'illustre poeta, il suo nome d'arte non ha nulla a che vedere con esso. Nello stesso tempo, però, Dylan non ha mai chiarito da dove avrebbe tratto questo nome e perché. Ad ogni modo, Bob Dylan è diventato il suo nome anche legalmente a partire dall'agosto del 1962.  Preso dalla musica, gira per l'america solo e senza un soldo. E' di fatto un menestrello ambulante, in questo emulo di un suo grande idolo e modello, Woody Guthrie. Nel 1959 trova il suo primo impiego fisso in un locale di strip-tease. Qui è costretto ad esibirsi fra uno spettacolo e l'altro per intrattenere il pubblico, che però non mostra di apprezzare un gran che la sua arte. Anzi, spesso lo fischia e lo prende a male parole. I suoi testi, d'altronde, non possono certo cogliere gli stati d'animo di rozzi cowboy o duri camionisti. Nell'autunno del '60 si realizza un suo sogno. Woody Guthrie si ammala e Bob decide che questa può essere l'occasione propizia per conoscere finalmente il suo mito. Molto coraggiosamente, si fa annunciare nell'ospedale del New Jersey dove trova un Guthrie malato, poverissimo e abbandonato. Si conoscono, si piacciono e ha così inizio un'intensa e vera amicizia. Sulla spinta degli incoraggiamenti del maestro, inizia a girare i locali del Greenwich Village. Il suo stile, tuttavia, si distingue nettamente dal maestro. E' meno "puro", decisamente più contaminato con le nuove sonorità che cominciavano ad affacciarsi nel panorama musicale americano. Inevitabili, seguono le critiche da parte dei più accaniti sostenitori del folk tradizionale, che lo accusano appunto di contaminare il folk con il ritmo del rock'n'roll. La parte più aperta e meno tradizionalista del pubblico, invece, saluta in lui l'inventore di un nuovo genere, il cosiddetto "folk-rock". Una parte non indifferente di questo nuovo stile è rappresentato d'altronde da strumentazioni tipiche del ruspante rock, come ad esempio la chitarra e l'armonica amplificate. In particolare, poi, i suoi testi colpiscono in profondità i cuori dei giovani ascoltatori perché si sintonizzano sulle tematiche care alla generazione che si preparava a fare il '68. Poco amore, poco romanticismo consolatorio ma molta mestizia, amarezza e attenzione ai problemi sociali più scottanti. Viene ingaggiato per aprire un concerto del bluesman John Lee Hooker al Gerde's Folk City e la sua performance viene entusiasticamente recensita sulle pagine del New York Times. In breve cresce l'attenzione nei suoi confronti (partecipa ad alcuni festival folk assieme ai grandi del genere come Cisco Houston, Ramblin' Jack Elliott, Dave Van Ronk, Tom Paxton, Pete Seeger e altri) ottenendo anche un provino con il boss della Columbia John Hammond che si tramuta subito in un contratto discografico. Registrato alla fine del 1961 e pubblicato il 19 marzo 1962, l'album d'esordio Bob Dylan è una raccolta di brani tradizionali (tra cui la celebre House Of The Rising Sun, ripresa in seguito dal gruppo The Animals e In My Time Of Dyin, bersaglio di una rivisitazione anche da parte dei Led Zeppelin nell'album del 1975 Physical Graffiti) per voce, chitarra e armonica. Due sole le canzoni originali scritte da Dylan: Talkin' New York e l'omaggio al maestro Guthrie Song To Woody. A partire dal 1962 comincia a scrivere una gran quantità di brani di protesta, canzoni destinate a lasciare il segno nella comunità folk e a diventare dei veri e propri inni dei militanti per i diritti civili: ne fanno parte Masters Of War, Don't Think Twice It's All Right, A Hard Rain's A-Gonna Fall e, soprattutto, Blowin' In The Wind. Dopo più di trent'anni, diventato ormai un mito, un'icona popolare senza eguali (si parla addirittura di una sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura), nel 1992 la sua casa discografica, la Columbia, decide di organizzare un concerto in suo onore al Madison Square Garden di New York City: l'evento è trasmesso in mondovisione e diventa sia un video che un doppio CD intitolato Bob Dylan - The 30th Anniversary Concert Celebration (1993). Sul palco, tutti nomi leggendari del rock americano e non; da Lou Reed a Stevie Wonder da Eric Clapton a George Harrison ad altri ancora. Nel giugno 1997 è improvvisamente ricoverato in ospedale per una rara infezione cardiaca. Dopo le apprensioni iniziali (dovute anche allo stillicidio di notizie attendibili riguardanti le sue reali condizioni di salute), nel giro di poche settimane vengono annunciati per settembre la ripresa dell'attività concertistica e, finalmente, la pubblicazione (più volte rimandata) di un nuovo album di canzoni originali in studio. Poco dopo, quasi completamente riabilitato, prende parte ad uno storico concerto per Giovanni Paolo II in cui si esibisce di fronte al pontefice. Nessuno avrebbe mai detto di poter vedere una scena simile. Il menestrello però, alla fine della sua esibizione, si toglie la chitarra, si dirige verso il pontefice, e togliendosi il cappello, gli prende le mani ed effettua un breve inchino. Un gesto davvero inatteso da parte di chi, per dirla con le parole di Allen Ginsberg (riportate da Fernanda Pivano, la grande americanista amica dei Beats): "[Dylan]...rappresenta la nuova generazione, quello è il nuovo poeta; [Ginsberg] mi chiedeva se mi rendevo conto di quale mezzo formidabile di diffusione disponesse adesso il messaggio grazie a Dylan. Ora, mi diceva, attraverso quei dischi non censurabili, attraverso i juke-box e la radio, milioni di persone avrebbero ascoltato la protesta che l'establishment aveva soffocato fino allora col pretesto della "moralità" e della censura". Nell'aprile del 2008 i prestigiosi premi Pulitzer per il giornalismo e le arti hanno insignito Bob Dylan, quale cantautore più influente dell'ultimo mezzo secolo, di un riconoscimento alla carriera. Nel 2016 riceve il Premio Nobel per la Letteratura, per aver "creato una nuova poetica espressiva all'interno della grande tradizione canora americana".

Immaginando la pace

John Winston Lennon nasce il 9 ottobre 1940 a Liverpool nel Maternity Hospital in Oxford Street. I genitori, Julia Stanley e Alfred Lennon che si erano sposati due anni prima, si separarono nell'Aprile del 1942 quando Alfred si imbarca per far ritorno nel 1945 con l'intenzione di riprendersi il figlio e di portarlo con sè in Nuova Zelanda. John, invece, preferisce restare con sua madre che lo affida alle cure di sua sorella Mimì. L'educazione impartita dalla zia è molto severa, pur improntata ad un sostanziale affetto e rispetto. Lo spirito di John Lennon è già di indole ribelle, avido di libertà e di nuove esperienze. In una sua intervista, John, richorda che "in quel periodo i miei svaghi principali consistevano nell'andare al cinema o nel partecipare ogni estate al grande "Galden Party" che si teneva nella locale sede dell'Esercito della Salvezza "Strawberry Fields". "A scuola con la mia banda mi divertivo a rubacchiare qualche mela, poi ci arrampicavamo sui sostegni esterni dei tram che passavano per Penny Lane e ci facevamo dei lunghi viaggi per le vie di Liverpool". Nel 1952 John si iscrive alla Quarry Bank High School. La madre Julia è forse la persona che più di ogni altra ha spinto il futuro chitarrista a diventare un ribelle e ad insegnargli i primi accordi su un banjo. Famosa è la raccomandazione che la zia Mimì fa a John vedendolo trascorrere gran parte del suo tempo a strimpellare la chitarra: "con quella non ti guadagnarai mai da vivere!". La prima apparizione in pubblico dei "Quarry Men", il primo complesso fondato da Lennon, avviene il 9 Giugno 1957. Il successivo 9 Luglio nel corso di un concerto che si teneva a Woolton, il loro sound impressiona profondamente uno spettatore di nome Paul McCartney che alla fine del concerto chiede a John di essere sentito per alcuni minuti accompagnandosi con la chitarra eseguendo rapidamente " Be Bop A Lula " e "Twenty Flight Rock". John viene colpito dal fatto che quel ragazzo non solo usa degli accordi che lui ignora, ma anche perchè conosce perfettamente i testi di quelle canzoni. E così si costituisce il duo Lennon-McCartney e ha inizio quell'avventura musicale chiamata Beatles. Il 15 Luglio 1958 la madre di John, Julia, muore investita da un'auto mentre è insieme al figlio. I Quarry man, ora anche con George Harrison, registrano su nastro due brani "That'll be the day" e "Inspite of all the danger" che successivamente vengono trasferiti su cinque acetati, di cui ne sono rimasti solo due in possesso rispettivamente di Paul McCartney e John Lowe. Nel Dicembre dello stesso anno incontra e si innamora di Cynthia Powell al Liverpool Art College, la sua nuova scuola. Nel 1959 i Quarry Men cambiano il loro nome in Silver Beatles e divengono l'attrazione fissa del Casbah Club di Liverpool, gestito dalla madre del nuovo batterista, Pete Best. Nell'Agosto del 1960 debuttano al Reeperbahn di Amburgo, con un certo Sutcliffe al basso, dove suonano ininterrottamente per otto ore al giorno. Per tenere quel ritmo John Lennon comincia a prendere pillole di anfetamina che i camerieri del locale fornivano tranquillamente. Nel Gennaio del 1961 eseguono il loro primo concerto al Cavern Club di Liverpool. Il 10 Aprile 1962, Stewart, che nel frattempo era rimasto ad Amburgo, muore per emorragia celebrale. Il 23 Agosto Cynthia e John si sposano al Mt. Pleasant Register Office di Liverpool. L'8 Aprile del 1963 Cynthia dà alla luce, al Sefton General Hospital di Liverpool, John Charles Julian Lennon. Comincia per John l'uso delle droghe pesanti. Nel Novembre 1966 John incontra per la prima volta Yoko Ono, avvenimento che avrebbe cambiato la sua vita. Il 18 ottobre i due vengono arrestati per possesso ed uso di cannabis. Rimandati davanti alla Marylebone Magistrates'Court, vengono rimessi in libertà dietro pagamento di una cauzione. Il successivo 8 Novembre John divorzia da Cynthia. John e Yoko si sposano a Gibilterra il 23 Marzo 1969 ed iniziano il loro bed-in all'Hilton di Amsterdam. L'iniziativa, finalizzata a favore della pace nel mondo, ha grande eco sulla stampa mondiale. Come gesto simbolico, inviano un pacchettino contenente "semi di pace" ai maggiori leaders politici mondiali. John restituisce la sua onorificienza di MBE alla regina, per protesta contro il coinvolgimento inglese nel massacro del Biafra e l'appoggio del governo agli Stati Uniti per la guerra del Vietnam. Nell'Aprile del 1970 i Beatles si sciolgono ed anche se apparentemente il fatto non lo turba più di tanto, John ingaggia feroci polemiche con il suo ormai ex amico Paul. Nel suo primo vero lp Plastic Ono Band ci dice "io non credo nei Beatles, io credo solo in me, in Yoko e in me, io ero il tricheco, ma ora sono John, e così cari amici dovete solo andare avanti, il sogno è finito". Nel disco successivo, Imagine, John Lennon si scaglia apertamente contro Paul McCartney con il durissimo testo di How do you sleep?:  "Il suono che produci è musicaccia per le mie orecchie, eppure dovresti aver imparato qualcosa in tutti questi anni". Nell'Aprile del 1973 John e Yoko comprano un appartamento al Dakota nella 72^ strada di New York di fronte a Central Park, dove vanno a risiedere; John nel frattempo ha grossi problemi col governo federale per il riconoscimento della cittadinanza americana, tra l'altro viene controllato dagli agenti della C.I.A. per il suo impegno politico.

Nella seconda metà dello stesso anno John e Yoko si separano. John si trasferisce momentaneamente a Los Angeles ed intreccia una relazione con May Pang, segretaria di Yoko. La separazione si interrompe più di un anno dopo, quando i due si rivedono in occasione dell'apparizione di John al concerto di Elton John al Madison Square Garden del 28 Novembre 1974. Un'altra tappa fondamentale della breve vita di John è costituita dalla nascita del suo secondo figlio; in concomitanza col suo trentacinquesimo compleanno, il 9 ottobre 1975 Yoko Ono dà alla luce Sean Taro Ono Lennon. Da ora in poi dedica tutta la sua vita alla famiglia, accumulando materiale per nuove canzoni, finchè l'8 Dicembre 1980 viene assassinato da un fan in cerca di notorietà.

George Michael Sensualità raffinate del pop

Nasce Georgios Kyriacos Panayiotou il 25 giugno 1963 a Bushey (Inghilterra). Il padre, ristoratore, è di origine greco-cipriote. E' il 1975 quando nel quartiere di North London, alla "Bushey Meads Comprehensive School" conosce Andrew Ridgely. Quattro anni più tardi (5 novembre 1979) insieme a Paul Ridgely, fratello di Andrew, David Mortimer e Andrew Leaver, nasce il gruppo "The Executive"; provano a fare musica ska senza però ottenere molta fortuna. Il 24 marzo 1982 George Michael e Andrew incidono un demo sotto il nome di "Wham!". Il demo li porta a firmare un contratto con la Innervisions. Il 28 maggio viene pubblicato in Inghilterra il loro primo singolo, "Wham Rap!"; sarà con "Young guns go for it" che il duo vedrà numeri di vendita significativi. I singoli che seguono sono "Bad Boys", che George Michael propone come il manifesto della sua generazione, e la notissima "Club Tropicana".Esce quindi il loro primo album: "Fantastic". Il successo crescente li porta ad abbandonare la piccola etichetta per passare alla CBS. Intanto nel luglio del 1984 viene pubblicato in Inghilterra il singolo "Careless Whisper", primo lavoro solista di George Michael da lui scritta all'età di diciassette anni. In America viene pubblicata con il nome "Wham! featuring George Michael".La canzone diventa uno dei brani più programmati dalle radio di tutto il mondo.Tra il 1984 e il 1985 escono i singoli "Wake me up before you go go" (primo posto nelle classifiche pop statunitensi), "Freedom", "Everything she wants", "Last Christmas" e "Do they know it's Christmas". Quest'ultima viene scritta per "Band Aid", con obiettivi solidali (i proventi sono destinati alle vittime della carestia che affligge l'Etiopia), e cantata da una selezione dei più rappresentativi artisti della musica pop europea (tra gli altri anche Bono degli U2). L'ultimo album degli "Wham!" è "The edge of heaven". Il 13 novembre 1985 si sciolgono; il 28 giugno 1986 il concerto "The Final" al Wembley Stadium riunisce 72.000 persone, che assistono commosse all'ultimo capitolo del duo. Di Andrew si perdono le tracce; molti anni più tardi inciderà l'album "Son of Albert", che si rivelerà un fallimento. George Michael invece affina il suo stile ed aggiunge elementi di black music alla sua musica. Nel 1987 George Michael è il primo vocalist maschio in assoluto a duettare con Aretha Franklin. Inizia quindi i suoi viaggi tra Londra e la Danimarca dove registra il suo primo album solista "Faith", che venderà oltre 14 milioni di copie in tutto il mondo. Il primo singolo estratto è il controverso "I want your sex". Nel 1988 partecipa al "Nelson Mandela Freedom Concert" a Wembley. L'immagine dell'artista intanto sembra essere considerata più della musica: nel 1990 mette in atto un cambiamento totale. Registra "Listen Without Prejudice Vol. 1" decide di non apparire in copertina, di non apparire in video e di non concedere interviste. Nel video di "Praying for time" compare solo il testo della canzone; in quello "Freedom '90" appaiono modelle all'epoca semi-sconosciute come Linda Evangelista, Naomi Campbelle Cindy Crawford. Dal 1991 in poi collabora con vari artisti tra i quali Elton John, con cui canta allo stadio di Wembley un'indimenticabile "Don't let the sun go down on me". L'anno seguente, il 20 aprile, partecipa al "Freddie Mercury Tribute Concert" dove duetta con Lisa Stansfield in "These are the days of our lives"; stupisce quando interpreta "Somebody to love".Manifesta ancora il suo impegno per la lotta contro l'AIDS suonando d'avanti alla principessa del Galles nel "Concerto Della Speranza" trasmesso in mondovisione, servito per raccogliere fondi e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla malattia. Nel 1992 esce "Red Hot + Dance" un progetto con scopi di beneficenza che contiene canzoni di artisti come Madonna, Seal oltre che George Michael. Inizia poi una battaglia legale per liberarsi dal contratto che lo lega all'etichetta CBS/Sony. L'opinione pubblica considera il comportamento del cantante come snobistico. La guerra in atto contro la casa discografica trascina George Michael in un lungo silenzio.

Finalmente nel 1996 dopo la agognata separazione dall'etichetta Epic, esce il tanto atteso album "Older" con la Virgin. L'8 ottobre 1996 esegue un unplugged su MTV che incanta il pubblico. Dopo l'album "Older" la felicità e i successi di George Michael possono essere considerati una rinascita. Il momento migliore della sua vita viene rovinato dalla scomparsa della madre a causa di un tumore. A lei dedica "Waltz away dreaming", straordinario saluto "recitato" insieme a Toby Bourke. Alla morte di Lady Diana, a cui è legato, le regala "You have been loved". Esce poi la raccolta "Ladies and Gentleman" che contiene l'inedita "Outside", canzone con cui George Michael dichiara esplicitamente la propria omosessualità con ironia e con un invito al mondo intero ad accettare ogni apparente diversità come qualcosa di assolutamente normale. Alle soglie del nuovo millennio esce "Songs of the last century", nel quale trovano posto brani che hanno segnato il ventesimo secolo riarrangiati con parti orchestrali. Nei primi mesi del 2002, dopo anni di relativo silenzio discografico torna sulle scene con il singolo "Freeek!", il cui video traboccante di nudità, scene sexy e depravazioni sessuali assortite scatena un putiferio tra i puritani del Regno Unito. Anche nella politica George Michael ha "qualcosa da dire": nel 2003 esce la canzone "Shoot the dog", il cui videoclip a cartoni animati vede come protagonisti gli "amanti" d'eccezione, George W. Bush e Tony Blair. Compaiono anche la signora Blair, Saddam Hussein e... i missili americani. Cambia nuovamente etichetta e dopo la Universal, il cantante torna in Sony. Fa slittare la pubblicazione dell'album che esce nel 2004: "Patience", anticipato dal singolo "Amazing". Nel 2006 torna con un nuovo singolo ("An easier affair") e un nuovo tour mondiale. Nel maggio 2011 annuncia il Symphonica Tour, un tour mondiale con un'orchestra sinfonica. Pochi mesi dopo, il 21 novembre, viene ricoverato a Vienna a causa di una grave forma di polmonite. Torna ad esibirsi durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012, cantando "Freedom e White Light". Il 4 settembre 2012 riprende il tour Symphonica Tour a Vienna, dove, nell'occasione, dedica il concerto a tutto lo staff medico che 9 mesi prima gli aveva salvato la vita. Tuttavia in seguito annulla le date australiane a causa dell'affaticamento e stress dovuti al non perfetto recupero dalla grave malattia dell'anno precedente. Nel 2014 ritorna sulla scena musicale con un nuovo album, "Symphonica", che contiene tutti i grandi successi di George Michael eseguiti durante i concerti del Symphonica Tour. A soli 53 anni, muore improvvisamente il giorno di Natale, 25 dicembre 2016, a causa di un infarto, nella sua casa di Goring-on-Thames.

il ruggito del leone 

Joe Cocker

John "Joe" Cocker nacque il 20 maggio 1944, a Sheffield, nel sud dello Yorkshire, da Harold e Madge Cocker. Egli formò il suo primo gruppo nel 1960, The Cavaliers. Il gruppo si sciolse dopo un anno, ma Cocker continuò a suonare, esibendosi con il nome d'arte di Vance Arnold. Cocker venne assunto da Decca per un contratto di registrazione come solista nel 1964, ma il contratto non venne rinnovato alla fine dell'anno. Nel 1966 Cocker formò la Grease Band cone Chris Stainton, e catturò l'attenzione del produttore Denny Cordell, che gli chiese di registrar il singolo Marjorine. Poco dopo, lui e Stainton andarono a Londra, dove formarono una nuova Grease Band. L'arrangiamento di Cocker della canzone dei Beatles, With a Little help from My Friens rimase nella Top Ten britannica per tredici settimane, raggiungendo il primo posto il 9 novembre 1968. La Grease Band fece un tour con gli Who, nel Regno Unito, nell'autunno del 1968; nella primavera dell'anno dopo, essi andarono in tour negli Stati Uniti. Cocker pubblicò inoltre il suo album With a Little Help from My Friends. Il gruppo si esibì in molti festival rilevanti, inclusi il Denver Pop Festival e Woodstock. Dopo Woodstock, egli pubblicò il suo secondo album, Joe Cocker!, raggiungendo l'undicesimo posto delle classifiche americane. Cocker sciolse la Grease Band alla fine del 1969 e formò un nuovo gruppo composto da più di 30 musicisti, chiamato Mad Dogs & Englishmen. La loro prima hit fu The Letter, che venne inclusa nel suo album live. L'album successivo, Joe Cocker, venne pubblicato nel novembre 1972. L'anno dopo pubblicò I Can Stand a Little Rain, seguito da Jamaica Say You Will e Stingray (entrambi 1975), che raggiunse la settantesima posizione nelle classifiche americane. Tornò in Nord America nel 1978, durante il tour promozionale dell'album commercialmente deludente, Luxury You Can Afford. Il suo album Live in New York venne registrato durante il suo concerto a Central Park nel 1979. Nel 1982 pubblicò Sheffield Steel, influenzato dalla musica reggae; lo stesso anno vinse un Grammy con la sua hit Up Where We Belong, dove duettava con Jennifer Warnes. Pubblicò l'album Civilized Man nel 1984 e l'album Cocker nel 1986. Egli sposò Pam Baker l'11 ottobre 1987, e, durante gli anni '80, continuò a fare tour in Europa, Stati Uniti e Australia. Partecipò ad alcune esibizioni importanti nel corso dei due decenni successivi, inclusa l'apertura di sabato a Woodstock nel 1994 e l'evento a Buckingham Palace nel 2002. Fece un tour promozionale per il suo album Hymn for my Soul in Nord America, ad aprile e maggio del 2009, seguito da un tour promozionale europeo per l'album Hard Knocks, nell'autunno del 2010. Cocker soffriva di cancro ai polmoni, e morì a causa della malattia il 22 dicembre 2014, nella sua Mad Dog Ranch a Crawford, in Colorado, a 70

Ozzy Principe delle tenebre

Nato a Birmingham il 3 dicembre 1948, Ozzy Osbourne, il cattivo del rock è ormai sulla scena musicale da diversi decenni. Ciò significa che volente o nolente è ormai assurto allo status di monumento vivente e non solo per le bizzarrie che hanno contrassegnato la sua carriera ma anche per l'autentico talento che, seppur mascherato dietro la plastica del fenomeno da baraccone, indubbiamente possiede. John Osbourne, questo il suo vero (comune) nome, prima di diventare la star planetaria che tutti conosciamo è cresciuto all'ombra delle industrie siderurgiche tipiche delle città inglesi di provincia. Trascorsa l'infanzia in una condizione non delle più rosee, a quindici anni lascia la scuola per sprecare le sue giornate in mezzo alla strada. Anche se ce la mette tutta per procurarsi qualche lavoretto questo non sempre arriva, cosa lo induce a tentare anche qualche furto. Uno di questi finisce male: viene preso e sbattuto in gattabuia. Il futuro sembra del tutto grigio ma Ozzy sa di avere una carta importante, ed intende giocarsela: è un asso di cuori che si chiama Musica. Grande consumatore di dischi un bel giorno decide che è arrivato il momento di realizzare qualcosa in proprio. L'ispirazione arriva quando conosce Geezer Butler, bassista di talento. Ai due squilibrati musicisti si aggiungono ben presto il cupo Anthony Iommi e Bill Ward che, lasciati i "Mythology", si uniscono a Ozzy e Geezer, creando i "Polka Tulk", poi diventati "Earth" e poi ancora, definitivamente "Black Sabbath". I riscontri nei locali della zona sono ottimi e così il gruppo comincia ad intraprendere delle vere e proprie mini-tournè in tutta l'Inghilterra. La tenacia alla fine paga: i quattro vengono convocati dalla "Vertigo" (prestigiosa etichetta di vario materiale musicale di stampo rock e non solo), effettuano diligentemente la loro brava audizione e vengono scritturati per quello che sarà il loro primo capolavoro, l'omonimo "Black Sabbath". Uscito nel 1970 questo disco si può considerare la pietra miliare del black metal. Suoni cupi e decadenti rincorrono la voce tagliente di Ozzy Osbourne, creando una miscela dallo stile inconfondibile. In breve tempo divengono la band di riferimento del panorama musicale metal, non ancora arrivato agli eccessi che conoscerà negli anni '80. Purtroppo, a partire dal 1976 iniziano i primi dissapori tra i membri del gruppo, causati anche dall'instabilità caratteriale dello stesso Ozzy, in perenne bilico fra droga, alcool e depressione. Nel 1979 arriva la resa dei conti, con Ozzy che se ne va sbattendo la porta. Ben lungi dall'idea di interrompere la carriera, si dedica a progetti come solista. Mai scissione fu più proficua, verrebbe da dire, visti gli splendidi album che Ozzy Osbourne riuscirà a produrre (a fronte del declino che dalla sua dipartita colpì i rimanenti componenti del gruppo). Il cantante inglese pubblica i suoi primi dischi insieme al chitarrista Randy Rhoads (ex "Quiet Riot"), il batterista Lee Kerslake (ex "Uriah Heep") e il bassista Bob Daisley (ex "Rainbow"). L'esordio avviene nel 1980 con "Blizzard of Ozz", fonte di molti suoi cavalli di battaglia (basterebbe citare "Crazy train", "Mr. Crowley"). Naturalmente a far parlare non è solo la musica ma anche i comportamenti al limite dell'incredibile del singer inglese. Il pubblico si divide: c'è chi lo addita come adoratore del diavolo (e lui non fa molto per contrastare la diceria), chi lo accusa di istigazione al suicidio (dopo che un ragazzo di sedici anni si toglie la vita in seguito all'ascolto di "Suicide Solution") e chi semplicemente si diverte a collezionare gli aneddoti che lo riguardano (come la leggenda del morso al pipistrello vivo durante un concerto). Quando il chitarrista Randy Rhoads muore in un tragico incidente aereo, Ozzy ripiomba però nella più cupa depressione. Tenta più volte il suicidio, ma nel 1990, quando mette a repentaglio la vita della moglie Sharon, decide di disintossicarsi definitivamente dalle varie dipendenze che ha collezionato. Passando quindi da vari album quali "Diary of a madman"(1981) a "No more tears" (1991) è il 1995 l'anno in cui esce l'atteso "Ozzmosis": il disco viene preso d'assalto dai fan, vendendo tre milioni di copie in pochi mesi. In collaborazione con Sharon, moglie e manager di rara pazienza, crea uno dei festival metal più importanti: l'"Ozzfest". L'edizione del 1997 vede una parziale ricomposizione dei "Black Sabbath", gruppo che è ormai leggenda e, dopo i tanti dissapori, suonano tanti indimenticati capolavori. Si esibiranno in Italia come headliners nel "Gods of Metal" edizione 1998 al FilaForum di Assago(Milano). Il gruppo recupera il vecchio entusiasmo e l'anno dopo registra l'album live "Reunion", un disco capace di far venire le lacrime anche all'ascoltatore meno nostalgico. Occorre invece attendere il 2001 per ascoltare il nuovo lavoro di Ozzy: il disco si intitola "Down to Earth". L'ultima tappa artistica della tortuosa carriera di Ozzy è quella di "intrattenitore" televisivo. Ozzy aveva già avuto esperienze nel campo del video (pochi lo sanno ma è apparso in alcuni film horror), ma quando il canale musicale MTV gli piazza le telecamere in casa per riprendere 24 ore su 24 la sua vita e quella dei suoi familiari, scoppia la Ozzy-mania (intanto la figlia, Kelly Osbourne, seguendo le orme del padre ha intrapreso la carriera di cantante solista). La trasmissione, che si chiama semplicemente "The Osbourne", è diventata un vero e proprio "cult" e ha aperto una nuova stagione di popolarità per il vecchio rocker, conosciuto ormai non più solo dal popolo metal sparso per il mondo. Nel 2005 registra "Under cover", raccolta di cover rock anni '60; nel 2007 esce un nuovo disco, "Black Rain", seguito da un tour live. Nel 2009 Ozzy con la famiglia torna in uno show televisivo di sei puntate intitolato "Osbournes Reloaded". Alla fine del mese di giugno 2010 esce invece il suo ennesimo lavoro in studio dal nome "Scream", primo album senza la presenza di Zakk Wylde alla chitarra. Il periodo che precede l'evento fa registrare la presenza di Ozzy presso il celeberrimo museo delle cere di Londra "Madame Tussauds" dove finge di essere la statua di cera (di se stesso) spaventando i visitatori che si avvicinano per fotografarlo. Sempre nel 2010 il "Sunday Times" gli affida una rubrica sulla pagina della salute; su questo tema Ozzy ha dichiarato: "Sfido chiunque ad aver consultato più medici di me. Vista la mia lunga esperienza in materia, posso permettermi di dare dei consigli. Se hai mal di testa, non prendere due aspirine, ma aspetta che ti passi come ho fatto tante volte io. Comunque sono tranquillo, in fondo a ogni articolo c'è un "disclaimer" che dice "Chi scrive queste righe non è un medico professionista"".


Quelli che seguono sono solo alcuni dei miei brani musicali preferiti, cliccando su ascolta mp3 potete ascoltarli sul player che si aprirà in un'altra pagina da dove potete anche scaricarli sul vostro dispositivo, nel frattempo potete continuare la navigazione su questo sito o altro.


Aphrodite Clild - Rain and tears


Asha Puthli - The Devil Is Loose


Blues Brothers - Everybody Need Sombody To Love


C. Santana - Black Magic Woman


Celia cruz - La Vida Es Una Carnival 


Cock Robin - Just Around The Corner


Commodores - Easy 


Deep Purple - Child In Time


Doobie Brothers - Long Train Runnin 


Earth Wind and Fire - Fantasy


Frank Sinatra - My Way


Imagination - Just An Illusion 


Simple Minds - Don't You Forget About Me


J.J. Cale - Cocaine


Yes - Owner Of A Lonely Heart


Foreigner - I Want To Know What Love Is 


Kim Carnes - Betty Davis Eyes


Level 42 - Lessons In Love


Lionel Richie - All Night Long 


Spandau Ballet - True


Talk talk - Its My Life


Toto - Hold The Line


Leonard Cohen - Hallelujah


Aretha Franklin - You make me feel  like


Prince - Purple Rain